L'assessora alla Mobilità risponde ai comitati che chiedevano la sospensione della circolazione del Tramlink dopo l'incidente. Pronta la Ztl all'Isola. Si avvicina la fine dei cantieri in Buenos Aires.
Innovazione pubblica, collaborazione e visione condivisa - Preservare e condividere i dati: il patrimonio pubblico è un generatore di valore per la comunità.
Elly Schlein, se al governo ci foste voi come avreste reagito all’attacco americano contro l’Iran? In primo luogo avremmo chiamato le cose col loro nome: una azione militare unilaterale di Usa e Israele che viola il diritto internazionale e che va fermata subito. Come vanno fermate le ritorsioni indiscriminate del regime iraniano. Avremmo detto ad alta voce che è una guerra illegale, e che bisogna arrivare subito al cessate il fuoco e riaprire i canali diplomatici, garantire la sicurezza del suolo europeo e riportare a casa i connazionali bloccati.
In Medio Oriente non siamo di fronte a un “intervento mirato” ma a una vera e propria guerra, senza un “dopo” chiaro né per l’Iran né per l’intera regione. Non si vede una strategia politica, né un disegno di stabilizzazione, né una prospettiva credibile di accompagnamento a una transizione democratica dell’Iran. Si procede per escalation successive, mentre la guerra sembra dilagare senza che sia definito un orizzonte politico condiviso dalla comunità internazionale.
Oggi il vicepremier Tajani ha sostenuto la riforma della giustizia e il sì al referendum presentandola come il primo passo di un cambiamento che va oltre la Giustizia. È proprio la direzione di quel cambiamento la ragione per votare no al referendum confermativo, oltre al merito della riforma.
"Mi sbaglierò. Ma a me pare che questa riforma sia pensata per rendere il potere giudiziario più docile rispetto ai desideri dell'esecutivo. Corriamo il rischio di avere una giustizia che comprime i diritti collettivi, ma non osa toccare i potenti". Lo afferma, in un'intervista a La Repubblica, don Luigi Ciotti, fondatore del Gruppo Abele e di Libera.