Referendum, la geografia del voto: le grandi città del Sud e del Nord dicono No
Articolo del Sole 24 Ore.
Il no al referendum sulla giustizia vince con oltre il 53% dei voti, trainato dalle grandi città. Ma tre regioni (Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia) si pongono in controtendenza, e hanno detto sì. È questa la mappa che viene fuori dopo la tornata referendaria del 22 e 23 marzo.
In Veneto il sì ha il 58,41%. Distanziato il no (41,59%): oltre 16 punti di distacco. Stesso copione in Lombardia: il sì è al 53,56%; il no al 46,44% (oltre sette punti di distanza). In Friuli Venezia Giulia il sì ha raggiunto il 54,47%, contro il 45,53% del no (oltre otto punti di distacco).
Le grandi città hanno invece detto no. A Roma (2.584 sezioni scrutinate su 2.599), la percentuale è del 60,28% (conto il 39,72% del sì). A Milano (1.243 sezioni scrutinate su 1.249) il no ha chiuso al 58,32% (41,68% per il sì). A Torino (918 sezioni scrutinate su 919) il 64,77% ha votato no, contro il 35,23% che ha detto sì. Scendendo già, a Bologna (442 sezioni scrutinate su su 445) il no ha chiuso al 68,15%, contro il 31,85% del sì (oltre 36 punti di distacco). A Firenze (completato lo scrutinio delle 360 sezioni) il 66,57% ha detto no, contro il 33,43% di sì (oltre 33 punti percentuali di distacco). Scendendo ancora, a Napoli (882 sezioni scrutinate su 883), il 75,49% di chi ha espresso il voto ha detto no, contro il 24,51% di quelli che hanno votato sì (circa cinquanta punti percentuali di scarto). A Bari (scrutinate tutte le 344 sezioni) il 62,80% ha detto no, contro il 37,20% di sì. A Palermo, quando sono state scrutinate tutte le 600 sezioni, il no ha ottenuto il 68,94%, il sì 31,06%.
Abruzzo - Affluenza al 60%, con picchi del 70% in undici comuni. Il No sfiora il 52% e nel capoluogo L’Aquila si attesta al 52,3%, anche se nella provincia nel suo complesso prevale il Sì.
Basilicata - Affluenza al 53,2%. Per il No il 60% dei votanti, contro il 40% del Sì. Percentuale confermata anche nel capoluogo Potenza, mentre a Matera il No arriva al 68,2%.
Calabria - Penultima per affluenza con il 48,3%. Il No vince con il 57,2% e nel capoluogo Catanzaro supera il 60%. A Reggio Calabria, invece, vince il Sì con il 50,8%.
Campania - Affluenza al 50,3%. Vittoria schiacciante del No con il 65,2% e record assoluto tra i capoluoghi di Regione per Napoli, dove il No stravince con il 75,4%.
Emilia Romagna - Record di affluenza con il 66,6%. Il No vince con il 57,2% e a Bologna ottiene il 68,1%. Nelle province di Ferrara e Piacenza prevale invece il Sì, che però si impone in un solo capoluogo di provincia: nella città di Piacenza con il 51,2%.
Friuli Venezia Giulia - Affluenza al 61,6%. È una delle tre Regioni dove vince il Sì, che si attesta al 54,4%. Ma il No prevale in tutte le città capoluogo, e nelle province di Trieste e Gorizia.
Lazio - Affluenza al 61,7%. Il No vince con il 54,5% e a Roma si impone con il 60%. Il Sì, invece, conquista tutte le altre città capoluogo.
Liguria - Affluenza al 62,2%. Il No vince con il 57%. Il Sì prevale nel provincia di Imperia ma non nella città capoluogo. A Genova il No al 64%.
Lombardia - Affluenza al 63,7%. È la Regione che traina il Sì con il 53,5%. Il No, però, domina nella città e nella provincia di Milano.
Marche - Affluenza al 63,7%. Contrario alla riforma il 53,7%, ad Ancona il picco del No con il 61,5%. Il Sì prevale nella sola provincia di Macerata, ma non nella città capoluogo.
Molise - Affluenza al 54%. Il No supera il Sì con il 54,7% e nella città di Campobasso arriva al 58,6%.
Piemonte - Affluenza al 62,6%. Il No si attesta al 53,5%, trascinato da Torino e dalla sua provincia. Il Sì ha invece dominato in tutte le altre province, con Vercelli che si piazza al top con il 55,7% di voti favorevoli alla riforma.
Puglia - Affluenza al 52%. Il No vince con il 57,1% dei voti, nella città di Bari e nella sua provincia supera il 60%.
Sardegna - Affluenza al 52,8%. Il No sfiora il 60% e nella città capoluogo di Regione, Cagliari, lo supera, attestandosi al 61,2%.
Sicilia - Maglia nera per l’affluenza con il 46,1%. Il No va oltre il 60% e a Palermo sfonda con il 68,9%.
Toscana - Seconda per affluenza con il 66,2%. Buona vittoria del No con il 58,1%. A Firenze exploit dei contrari alla riforma, sono il 66,5%.
Trentino Alto Adige - Affluenza al 52,4%. Il No vince di un soffio, fermandosi al 50,5%. Ma nella città di Trento è vittoria netta con il 60%.
Umbria - Terza Regione per affluenza con il 65%. Il No vince con il 51,6% e a Perugia supera il 55%.
Valle d’Aosta - Affluenza al 58,5%. Il No vince con il 51,8% e nella città di Aosta arriva al 55%.
Veneto - Affluenza al 63,4%. Il Sì vince con il 58,4% ma il No prevale in cinque capoluoghi di provincia su sette. Nella città di Venezia si attesta al 55,1%.
Milano e il caso Lombardia - Altri dettagli emergono da alcuni casi specifici. A Milano, dunque, vince il no e in Lombardia il sì. È questo il verdetto nella regione dove sono nate Forza Italia e Lega e dove l’affluenza ha superato di molto il dato nazionale. Una volta scrutinate tutte le 9.258 sezioni la partecipazione al referendum è stata del 63,75%. La città con l’affluenza più alta è Bergamo con il 65,25%, buon risultato anche a Brescia dove ha votato il 64,74% degli elettori e a Lecco (64.95%), anche a Milano il dato supera il 65%. Nella provincia di Bergamo il sì vince con oltre il 60%, così anche a Brescia, mentre a Varese è oltre il 55%. Prendendo l’intera città metropolitana il no supera il 53%, a Milano città invece arriva a oltre il 58%.
La Liguria dice “no” alla riforma della giustizia con 416.683 voti contrari al referendum costituzionale confermativo(il 57,03% ) rispetto ai 313.935 del ’sì’ (42,97%). Una percentuale di contrari superiore alla media nazionale del 53,74% con la provincia di Genova a guidare il fronte degli ’oppositori’ alla riforma Nordio con oltre 247mila ’no’ pari al 61,16% del totale rispetto agli oltre 156mila sì pari al 38,84%, seguita dalla Spezia con 58.851 contrari pari al 55,04% e da Savona con 69.218 ’no’ pari al 52,53%, mentre Imperia è l’unica provincia ligure dove il ’sì’ prevale con 46.160 voti pari al 52,76%, ma a sorpresa non riesce a conquistare il Comune di Imperia fermandosi a 8.344 voti pari al 44,85%. Con un’affluenza definitiva del 62,24% pari a 734.968 votanti, 2.865 schede nulle, 1.475 bianche e 10 contestate la Liguria è sopra all’affluenza media nazionale del 58,93% e all’ottavo posto nella classifica delle regioni con la più alta partecipazione al voto dietro a Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lombardia, Veneto e Piemonte.
Roma traina la vittoria del No nel Lazio, complice anche l’affluenza record. Il Sì vince nelle altre province ma non riesce a contenere l’onda d’urto della Capitale. Nel Lazio il No al referendum costituzionale sulla riforma della giustizia si afferma con il 54,58% mentre il Sì si ferma al 45,42%. Ma l’exploit è nella Capitale dove il No stravince con il 60,31% mentre il Sì si ferma al 39,69%. La riforma voluta dal governo Meloni viene bocciata in tutti i Municipi di Roma, anche nel VI, quello di Tor Bella Monaca, l’unico guidato dal centrodestra. Anche qui il No ha ottenuto il 53,97%, un risultato più contenuto, complice anche l’affluenza più bassa. Il pienone, con il 67%, è arrivato nell’VIII municipio (Appia Antica), dove il popolo del no è andato a votare in massa. La mobilitazione del centrosinistra contro la riforma, chiamata anche dal sindaco Roberto Gualtieri, è arrivata con una partecipazione al voto da record: ha votato il 64,26% degli aventi diritto e l’affluenza del 33,11% delle regionali del 2023 sembra un ricordo lontano. Anche in provincia di Roma il No ha vinto con il 57,46% contro il 42,54% del Si. Cambia il quadro nelle altre province, dove il centrodestra governa i capoluoghi e si è affermato nelle regionali del 2023 che lo hanno portato alla guida della Regione. In Ciociaria vince il Si con il 52,53%, contro il 47,47% del No e a Frosinone il Sì supera il 53%. Anche in provincia di Latina vince il Sì con il 53,54% contro il 46,46% del No, a Latina città il Si arriva al 54,89%. In provincia di Rieti il Sì si afferma con il 53,13% contro il 46,87% del No. La miglior prova il Sì la dà nella Tuscia, con il 56,33% rispetto al 43,67% del No. Il record a Viterbo con il 57,08%.
Con un’affluenza molto elevata alle urne (66,27%, seconda in Italia dietro l’Emilia Romagna) e un risultato netto (58,16% per il No), la Toscana è stata una delle regioni che hanno trainato la vittoria del fronte contrario alla riforma costituzionale sulla giustizia. Con un dato dell’affluenza di poco superiore al 65,89% registrato in occasione del referendum costituzionale 2020 sul taglio dei parlamentari, oltre un milione di toscani ha votato No, scelta maggioritaria in tutte le 10 province e in tutti i dieci Comuni capoluogo. Stesso risultato, ma diverse percentuali però: fra i capoluoghi il primato è di Livorno (67,32%) seguita da Firenze città dove il No ha sbancato col 66,57%, ma nell’hinterland diversi comuni hanno superato il 70%; risultato netto anche in altri capoluoghi che pure sono governati dal centrodestra come Pisa (64,16%), Pistoia (59,08%), Siena (58,30%), Massa (56,20%) e Lucca (54,90%). Distacco molto più ridotto ad Arezzo (51,01%) e Grosseto (50,94%). A Prato, commissariata dopo le dimissioni della sindaca Pd Ilaria Bugetti, il No ha vinto col 54,44%. Sorrisi per il Sì sono arrivati dalle isole, da alcuni comuni costieri come Forte dei Marmi, Castiglione della Pescaia e Capalbio, e altri centri come Montecatini Terme.
Ultimato lo spoglio nelle 1.628 sezioni, in Abruzzo al referendum costituzionale il No ottiene 315.440 voti e raggiunge il 51,77%, mentre il Sì si ferma al 48,23% (293.838 preferenze). A livello provinciale, nel Pescarese il No arriva al 53,76%, nel Chietino al 52,86%, nel Teramano raggiunge il 52,51%. Unico territorio in controtendenza è la provincia dell’Aquila: il No si ferma al 47,52%, mentre il Sì raggiunge il 52,48%, diversamente dalla città capoluogo. Il No vince infatti all’Aquila città, con il 52,39%, come a Pescara (55,49%), a Teramo (53,17%) e a Chieti (51,81%). Quello del capoluogo di regione, guidato da due mandati dal sindaco di FdI Pierluigi Biondi, è un dato che fa discutere: qui, dove si è registrata l’affluenza record in Abruzzo del 67,26%, nella primavera del prossimo anno sono in programma le amministrative, che coincidono con la tornata delle politiche. Il comune che ha fatto registrare l’affluenza più alta per il referendum è Fano Adriano, 250 abitanti in provincia di Teramo, con il 76,39%. Il dato più basso, invece, è quello di San Benedetto in Perillis, paesino dell’Aquilano in cui vivono circa cento anime. Se la media regionale è del 60,51%, sono undici i comuni abruzzesi in cui l’affluenza supera il 70%, mentre ce ne sono dieci con un dato inferiore al 50%.
Un’affluenza alle urne del 63,77% molto sopra il dato nazionale (58,93%) e netta prevalenza di contrari alla riforma della giustizia con il 53,74% dei voti. È il quadro delle votazioni per il referendum costituzionale nelle Marche dove, a livello provinciale, i picchi del No sono stati registrati in provincia di Ancona (58,35%) e in particolare nella città capoluogo di regione con il 61,52%. Mentre le province di Macerata e Fermo sono andate in controtendenza con la vittoria del Sì: 50,62% a Macerata e 50,31% a Fermo. Tra le altre province anche a Pesaro Urbino il No ha sfondato quota 54,24% (45,76% del Sì) mentre ad Ascoli Piceno sono stati il 52,06%.
La Calabria dice no al referendum della giustizia. Nella regione guidata dal centrodestra a trazione Forza Italia - il 30% di consensi alle regionali dello scorso anno - il 57,26% dei votanti ha bocciato la riforma. L’unica provincia in controtendenza è stata quella di Reggio Calabria, dove il sì prevale con il 53,10% dei consensi (in città il 50,81%) contro il 46,90% dei contrari. La Calabria non ha brillato per partecipazione, visto che si è posizionata penultima per affluenza con il 48,37%. La Provincia in cui è più netta la vittoria del no è quella di Cosenza con il 63,74%. Poco sotto Catanzaro (59,51%) e Crotone (58,23%), mentre a Vibo Valentia, il no arriva al 56,99%. Un dato che rispecchia quello dei capoluoghi, con Cosenza città che arriva 66,55% di no.
