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  • Dario Franceschini

Per Meloni si apre un anno di calvario

Intervista della Stampa a Dario Franceschini.

"Giorgia Meloni ha fatto un clamoroso errore di valutazione. Far votare la gente nell'ultimo anno di legislatura sulla richiesta, di fatto, di pieni poteri, equivale a chiamare a raccolta tutti quelli 'contro'. Ci sono autorevoli precedenti prima di lei. Poi lei ci ha messo del suo con una campagna, diciamo così, davvero scomposta". Lo afferma, in un'intervista a La Stampa, l'ex segretario del Pd Dario Franceschini.

"Quindici milioni di voti contro - aggiunge -, ben oltre i confini del centrosinistra alle ultime politiche, certificano che il governo è minoranza nel paese. Non si è dimessa perché consapevole che, in quel caso, si andrebbe al voto e perderebbe. È evidente che Meloni non può adagiarsi a un rassegnato declino. Deve far vedere che cambia qualcosa. Certo, non è elegante scaricare dopo la sconfitta, chi ha difeso fino al minuto prima".
È la prima vera, sconfitta di Giorgia Meloni. Cosa cambia? "Cambia radicalmente il clima - afferma ancora -. Per anni ha coperto il suo immobilismo di governo col racconto contro i presunti nemici, compresa la magistratura. Ora che il paese ha bocciato anche il racconto, il re è nudo. Zero risultati su economia e sicurezza. Il prossimo anno sarà per lei un calvario perché arrivano al pettine i nodi delle cose non fatte. La debolezza politica prevarrà sul calendario. Giorgia Meloni non è più nelle condizioni di forzare. E gli alleati saranno molto meno propensi ad accettare ciò che era stato loro imposto prima del voto".
Questo voto, nel suo campo, significa che avete già in tasca la vittoria alle politiche? "Assolutamente no - aggiunge Franceschini -. L'errore che non dobbiamo commettere è trasformare la gioia per la vittoria in un'euforia incontrollabile sul domani. Le primarie possono produrre un effetto virtuoso ma, se mal gestite, diventano autolesionismo. Aprono fratture che poi ti porti dietro fino al voto".
Quale sarebbe il metodo? "Primo: il perimetro, che è quello maturato in questi anni di battaglie parlamentari e voti nelle regioni. Poi: una cornice politico-valoriale di dieci punti, in cui si riconoscono tutti".
Parlando di centro: Silvia Salis ha ribadito la sua contrarietà alle primarie. "Io la vedo come uno dei protagonisti del nostro campo. E le primarie restano il modo più trasparente e coinvolgente per scegliere il leader" conclude Franceschini.

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