Skip to main content
  • Carlo Borghetti

Sanità lombarda, ripartiamo dalle fondamenta

Intervento di Carlo Borghetti all'incontro organizzato dal PD Lombardia.

Rieccoci, a distanza di un anno, con una nuova edizione -la seconda- della nostra Conferenza regionale sul diritto alla salute.
Ci è sembrato ancora più necessario dell’anno scorso rimettere in piedi questo appuntamento, e questo perché i numeri, le evidenze e le segnalazioni che ogni giorno raccogliamo ci dicono che il servizio sanitario della Regione Lombardia in questo lasso di tempo non è affatto migliorato: al di là delle sue storiche eccellenze -che resistono grazie a un encomiabile personale sanitario- il servizio sanitario regionale non ha fatto passi avanti nei suoi aspetti più negativi che da tanto tempo presenta, ormai cronici.

Anzi, proprio i dati del Ministero stesso della Salute pochi giorni fa hanno certificato uno scivolamento della nostra Regione al settimo posto tra le Regioni italiane con riferimento agli indicatori che misurano il soddisfacimento dei livelli essenziali di assistenza.
E di fronte a questo risultato negativo quale è stata la reazione (imbarazzata) del Presidente e dell’Assessore alla Sanità? Affermare che abbiamo ospedali pubblici classificati eccellenti dalla stampa estera di settore, ignorando totalmente che il settimo posto nella classifica tra le Regioni è stato determinato dal basso punteggio degli indicatori nell’area dell’assistenza distrettuale, cioè -traduco- mentre il Ministero ci dice che in Lombardia c’è una Sanità territoriale debole, la Regione risponde che però abbiamo ottimi ospedali, perseverando in quell’atteggiamento ospedalocentrico che è proprio quello che in questi anni ci ha portato indietro nella capacità di rispondere ai bisogni crescenti di salute dei lombardi.
Qui si continua a dimenticare quello che la legge istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale aveva già spiegato 45 anni fa, e cioè che la salute non si fa solo con l’ospedale, ma anche con quello che viene prima dell’ospedale e dopo l’ospedale, sul territorio, con la prevenzione e con la riabilitazione.
Per questo proprio su questi principi abbiamo lanciato l’anno scorso la nostra proposta di legge d’iniziativa popolare: per ricostruire dalle fondamenta il servizio sanitario regionale lombardo. Abbiamo raccolto centomila firme su un testo che abbiamo la soddisfazione di poter dire che comincerà il suo iter in Commissione Sanità proprio settimana prossima.
E per questo abbiamo impostato questa Conferenza su temi come il rapporto da ricostruire tra ospedale e territorio, il sostegno al personale attraverso i rinnovi contrattuali, la necessità di rimettere le bambine e i bambini al centro, il diritto alla salute per tutti compreso i gravi emarginati, politiche avanzate e ambiziose per la salute mentale, linee e strategie per rispondere alle sfide della non autosufficienza, la salute della donna e i diritti delle donne alla salute, lo sport e la salute, una sanità efficiente anche per le aree interne e di montagna, la centralità del servizio pubblico con una offerta privata che sia sussidiaria e non equivalente, l’impatto di una innovazione come l’intelligenza artificiale.
Domani si celebra la giornata nazionale dedicata ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione: secondo i dati del Ministero della Salute si stima che più di 3 milioni di Italiani ne soffrono, e tra questi soffrono di anoressia o bulimia ben l’8-10% delle ragazze e l’ 1% circa dei ragazzi, si parla di 4 mila decessi all’anno. Il Pd ha presentato una proposta di legge nazionale per istituire un fondo annuale ad hoc, perché il Governo ha tagliato i fondi.
Perché cito i disturbi alimentari? Perché in Lombardia sono l’esemplificazione amara di quello che manca e che noi vogliamo invece che ci sia per le ragazze e i ragazzi che soffrono di DNA, ma anche per i cittadini tutti che soffrono di qualunque patologia: prevenzione, ambulatori territoriali, presa in carico multidisciplinare, servizi sociosanitari e sanitari che si parlino tra loro e parlino con la Scuola, i Comuni, il Terzo Settore, una offerta pubblica di servizi che non lasci le persone e le famiglie sole di fronte a servizi privati accessibili solo a chi può pagarseli.
Per questo siamo qui oggi. E per questo ci mobiliteremo nelle prossime settimane nelle piazze di ciascuna provincia della nostra Regione.

Condividi questo contenuto su :
Pin It

Iscriviti alla nostra Newsletter

Per ricevere la mail di aggiornamento attività .
Accetto la Privacy policy