Perché Regione Lombardia ha smesso di sostenere i negozi di vicinato?
Articolo di Carlo Borghetti.
“Regione Lombardia incredibilmente quest’anno non ha finanziato i Distretti Unici del Commercio. Per questo presenterò settimana prossima in Aula un emendamento nella sessione di bilancio regionale di luglio per chiedere alla Regione di sostenere il commercio locale e i commercianti nelle nostre città, finanziando un nuovo bando per i Distretti del Commercio”.
Lo dichiara il consigliere regionale PD Carlo Borghetti, che aggiunge: “Non si può attendere il 2026. Serve un nuovo bando già dal 2025 per dare continuità a una misura che ha dimostrato tutta la sua efficacia nel sostenere i negozi di vicinato e nel rilancio delle economie locali, ma che purtroppo la Regione non ha finanziato quest’anno, come denunciato anche dal Presidente di Confcommercio Carlo Sangalli.”
A sostegno di questa richiesta, il gruppo regionale del PD ha già depositato anche un ordine del giorno a prima firma del consigliere Matteo Piloni, che sarà sottoposto al voto in Aula settimana prossima e che si rivolge anche ai consiglieri di centrodestra, “ad oggi del tutto assenti su questo tema cruciale per i territori”, sottolinea Borghetti.
L’ultimo bando per i Distretti del Commercio aveva portato all’approvazione di 151 progetti, di cui 40 di eccellenza, per un totale di oltre 57 milioni di euro di contributi. Nonostante molti interventi siano ancora in corso di realizzazione e rendicontazione, i risultati sui territori sono già visibili e riconosciuti come concreti e positivi.
“La Giunta regionale – evidenziano i consiglieri – ha invece deciso di rinviare ogni nuovo bando al 2026, ignorando sia le richieste già avanzate dal Partito Democratico sia le esigenze più volte espresse dalle associazioni di categoria e dagli operatori del commercio”.
“La rarefazione dei servizi di prossimità, denunciata anche da ISTAT e Confcommercio, è un problema reale che colpisce in particolare i piccoli comuni e le fasce più fragili della popolazione. Servono politiche strutturali e continue, non solo annunci per il futuro. Il commercio di vicinato è un presidio sociale, culturale e identitario che va difeso adesso”, ha concluso il consigliere Matteo Piloni.