Il centrosinistra fa fatica a parlare al Nord
Intervento di Giuseppe Sala.
"Il mio tormento è che in politica voglio vincere. Non mi interessa essere a volte un'anima bella" e "non mi voglio rassegnare che all'interno della nostra comunità c'è questo senso di sconfitta ineluttabile. Mi vergogno da lombardo a pensare che non possiamo vincere". Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, intervenendo all'evento 'Comunità democratica' organizzato a Palazzo Lombardia. "Secondo me, quattro voti" al Nord "rubati alla Lega valgono 400", ha aggiunto.
Mettiamo da parte l’egoismo e aiutiamo a cambiare - "La politica, se è egoismo, è un disastro. Lasciamo fare ai giornali la narrazione dei federatori, mettiamoci intorno a un tavolo fra persone che vogliono aiutare a cambiare. Troviamo le formule per mettere l'egoismo da parte e portare idee". Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, intervenendo all'evento 'Comunità democratica' organizzato a Palazzo Lombardia.
Il centrosinistra fa fatica a parlare al Nord - "Vedo con grande positività questo incontro. Il mio pensiero è molto semplice e l'ho ribadito più volte: credo che Elly Schlein stia facendo molto bene, il Pd ha una sua dimensione solida, consolidata, lo si vede anche dai risultati, il problema è che questo centrosinistra magari fa fatica a parlare a una parte dell'elettorato importante". Lo ha spiegato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a margine dell'evento promosso da Comunità democratica di Graziano Delrio, 'Creare legami, guarire la democrazia', a cui partecipano, tra gli altri, Ernesto Maria Ruffini e in collegamento l'ex premier Romano Prodi.
"Oggi qui si parla a un mondo cattolico, ma siamo al Nord e qui c'è una questione relativa al Nord in sé e al mondo produttivo e noi qui facciamo un po' fatica a parlare – ha aggiunto -. La mia non è un'opinione ma un fatto, non riusciamo a conquistare regioni del Nord. Il mondo produttivo non è solo la Fiat, lo dice uno che è figlio di un piccolo imprenditore con una ventina di operai, mio padre aveva tra l'altro la tessera della Dc, e quando tu parli a quell'imprenditore artigiano, parli a quella piccola enclave di persone che lavorano con lui".
Incontri come quello di Milano e gli sforzi per unire il centro secondo Sala "devono essere addizionali a quello che c'è. Non devono mettere in discussione niente o nessuno e credo che nessuno ne abbia la volontà - ha concluso -, sarebbe profondamente sbagliato mettere in discussione la leadership del Pd ma deve affiancarsi, dare qualcosa di più per allargare il potenziale bacino elettorale. Ora è il momento di parlare di programmi".
Ruffini puo' essere utile - "Toglierei veramente l'idea dei federatori perche' non so se questo sia il problema. Il problema e' parlare a mondi che oggi sentiamo lontani, trovare nuovi programmi. Pero' Ruffini e' molto bravo, e' molto esperto". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, a margine dell'evento di Comunita' democratica "Creare legami, guarire la democrazia", a Palazzo Lombardia. "Io con Ruffini continuo a parlarci e credo che abbia interesse a essere parte di questa discussione. Poi da qui ad avere un ruolo polito non lo so. Spero per lui - ha aggiunto Sala - il dibattito semmai e' se serve che all'interno del PD si sviluppi una voce diversa, ripeto, che non sia competitiva rispetto alla segreteria ma che aggiunga qualcosa, o se sia al fianco del Pd. Io sono un po' piu' per questa seconda idea. Pero' qui ci sono rappresentanti di un'anima all'interno del PD, quindi tutto ci sta". "Noi guardiamo sempre alla logica del tempi. Dobbiamo traguardarci al 2027 e ci sara' un election day a maggio Tra amministrative e politiche o le politiche rimarranno in autunno? Cambia poco. Dobbiamo tra guardarci al 2027 quindi di tempo ce ne e' ancora pero' e' il momento di parlare di programmi", ha concluso Sala.
Lasciamo ai giornali la narrazione sul federatore - "Bisogna fare tutti un esercizio. Ho molto apprezzato le parole di Ruffini, la politica se è egoismo è un disastro". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, dal palco dell'evento promosso da Comunità democratica di Graziano Delrio.
"Lasciamo fare ai giornali questa narrazione dei federatori, di chi comanda, mettiamoci attorno a un tavolo tra persone che dicono, 'io non voglio comandare' - ha aggiunto -. Io voglio essere uno di quelli che aiutano a cambiare. E siamo in tanti, troviamo le formule per mettere il nostro egoismo da parte per essere contribuiti di idee. E poi troveremo le formule per parlare ai più".
"Non manca la domanda, manca un po' l'offerta. Noi siamo qui per questo", ha concluso.
Dobbiamo avere il coraggio di parlare a chi non ci vota - "Io ho un tormento, il mio tormento è che in politica voglio vincere. È molto semplice ma è così, semplicemente non mi accontento di pensare di saperla più degli altri, di essere più colto, intelligente, umano, a volte un'anima bella. Io voglio vincere". Lo ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala, dal palco dell'evento promosso da Comunità democratica, dove ha partecipato anche Ernesto Maria Ruffini.
"E mi chiedo ogni singolo giorno insieme agli altri come facciamo a vincere, e non mi voglio rassegnare al fatto che in questo momento, nella nostra comunità, c'è questo senso di sconfitta ineluttabile, c'è sia a livello di governo ma anche locale - ha osservato - Io mi vergogno da lombardo di pensare che non possiamo vincere. Quando osservo quello che succede in questo territorio vedo che ce la caviamo sempre nelle città e vedo difficoltà sui territori".
Questo secondo Sala "perché non riusciamo a parlare ai più. Pensate che in chi vota Lega e FI e FdI non ci siano gli istinti cattolici, che ci sia un elettorato da affrontare? - ha spiegato ancora Sala -. Quando precedenti candidati a Regione Lombardia mi dicevano, 'va bene sono stato in quel teatro, era pieno', io gli dicevo ma per forza era pieno, perché siamo tutti noi!".
"Dobbiamo avere il coraggio di portare queste riflessioni laddove non ci votano, 4 voti portati via alla Lega valgono 400 - ha concluso - Ma se continuiamo a parlare tra di noi non andiamo da nessuna parte".