L'Ucraina non è sola
Articolo di Patrizia Toia.
Tre anni fa è successo ciò che non avremmo mai voluto vedere né vivere: la guerra è tornata a sconvolgere la vita degli ucraini e il cuore dell’Europa.
L’angoscia e l’orrore nel vedere le immagini dell’invasione russa - mentre qualche illuso sosteneva che sarebbe finita lì, “come una passeggiata” - non sono svaniti e devono oggi rafforzare la nostra convinzione nel sostenere l’Ucraina e il suo popolo.
L’eroica resistenza delle ucraine e degli ucraini non si è piegata, ma il prezzo pagato in vite umane e distruzione è immenso. Incommensurabile è anche il dolore sofferto dai civili, dalle donne e dai bambini, vittime innocenti di un crudele conflitto di aggressione.
L’Europa ha risposto con unità e convinzione, sostenendo Kiev e opponendosi a un’aggressione che non può essere né dimenticata né normalizzata. E oggi deve continuare a farlo, senza esitazioni.
Affievolire il nostro sostegno agli ucraini, o peggio, abbandonarli, sarebbe un tradimento morale e politico. Se Trump usa il destino dell’Ucraina come pedina per i suoi interessi, minando la NATO e indebolendo l’alleanza transatlantica, noi non possiamo dimenticare che in gioco c’è la vita degli ucraini, l’indipendenza di un Paese, ma anche una minaccia per l’Europa, la sua democrazia, i suoi ideali e la sua forza.
Per questo diciamo a gran voce: l’Ucraina non è sola e l’Europa non arretra. Noi vorremmo avere al fianco l’America in questa battaglia di giustizia internazionale. Noi vogliamo, insieme all’Ucraina, trovare la strada per una pace giusta e duratura.
Questo è il compito dell’Europa, dell’Occidente e di chi crede che a governare il mondo non sia la forza, ma il diritto e la cooperazione tra i popoli.