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  • Papa Leone XIV

Lotta agli abusi del clero e Chiesa più vicina ai fedeli

Intervista della Stampa a Papa Leone XIV.

Gli incontri con Papa Francesco, la lotta agli abusi, "la misericordia, il perdono e la guarigione di Dio" parti centrali del Magistero di Bergoglio, cosi' come l'importanza del Sinodo per la Chiesa.

La Stampa pubblica una parte dell'intervista rilasciata, il 7 agosto del 2024, dall'allora cardinale Robert Francis Prevost nella parrocchia di St.Jude, a New Lenox, Illinois, a padre Antonio Spadaro. Questa intervista e' contenuta nel libro dello stesso Spadaro "Da Francesco a Leone" (EDB), in uscita il 31 luglio e che sara' presentato il 28 agosto al Festival Benevento Citta' Spettacolo.
"Ho incontrato per la prima volta Papa Francesco quando ero priore generale e lui arcivescovo di Buenos Aires", ricorda Prevost. Bergoglio "era interessato a un determinato agostiniano che svolgesse un determinato lavoro, e io come priore generale" "lo trasferii altrove. Mi e' stato detto che non fu contento di questo", "tra me mi sono detto: 'Quando diventera' Papa, probabilmente non si ricordera' di me'" e "pensavo che non mi avrebbe mai nominato vescovo". Dopo l'elezione di Bergoglio al Soglio petrino, "per una sorta di capriccio" Prevost scrisse al Pontefice chiedendogli se fosse possibile "celebrare l'eucarestia di apertura del capitolo dell'ordine agostiniano", "non era mai successo nella storia dell'ordine". Bergoglio, non mando' delegati, ma celebro' lui stesso la messa, "e' stato davvero bravo", si ricordo' di me.
"Lavorando con lui, aggiungo che ha un impegno profondo per la giustizia, la carita' e la misericordia", ricorda Prevost, che riguardo agli abusi da parte del clero racconta come durante una udienza con Papa Francesco, "affrontando la spiacevole situazione di un caso di abuso sessuale" ("cerchiamo di essere il piu' rispettosi possibile, innanzitutto con le vittime, ma anche con la comunita'") Bergoglio gli mostro' l'immagine di una incisione di una cattedrale francese in cui c'era Giuda, dopo che si era tolto la vita, tra le braccia di Gesu'.
La misericordia, secondo l'allora cardinale Prevost, "dice molto di chi e' Francesco. Giustizia in termini di ricerca della vera giustizia, per tutte le persone, specialmente per gli oppressi, per aiutare i poveri e i sofferenti e gli immigrati e coloro che hanno piu' bisogno della misericordia di Dio, che hanno piu' bisogno della Chiesa. Francesco ha svolto una serie di iniziative importanti, ma la piu' grande in cui siamo stati coinvolti negli ultimi anni e' il Sinodo".
Papa Francesco "ha cercato un modo per aiutare le persone a capire che la Chiesa non e' il sacerdote quassu' in cattedra la domenica con molti spettatori" ma tutti noi siamo "chiamati a far parte di questa Chiesa" ("Francesco ha una visione molto acuta della direzione verso la quale la Chiesa deve andare"). L'idea di Sinodo "non e' il lavoro solo di un uomo o del pastore" ma "siamo tutti per camminare insieme", "questo richiede molto tempo, e' un vero processo di conversione per molte persone", "ci vuole tempo, la Chiesa non cambia da un giorno all'altro. Ma c'e' una magnifica speranza", continua Prevost, "di riunire persone da tutto il mondo e dire letteralmente che vogliamo essere parte di cio' che e' la Chiesa e di cio' che e' la missione della Chiesa nel mondo di oggi".
Sul rapporto che Francesco aveva con i giovani, Prevost definisce Bergoglio "davvero carismatico". E sul Giubileo della speranza, "nei tempi passati e non molto tempo fa, quando esisteva la schiavitu' o quando le persone diventavano servi a contratto", ogni 25 anni "le persone venivano liberate e i debiti venivano condonati". "Perche' ci siamo allontanati da questo senso? Sappiamo che permettiamo a individui e Paesi del mondo di accumulare debiti per trilioni di dollari e no li condoneremo mai perche' non tutti credono nel giubileo. Tuttavia c'e' un elemento importante nei Vangeli e in tutte le Scritture, Antico Testamento e Nuovo Testamento, che ancora una volta con Papa Francesco credo sia molto forte, ed e' proprio quello di offrire un messaggio di speranza".

 

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