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  • Dario Franceschini

Il Referendum è una battaglia politica cruciale

Intervista del Domani a Dario Franceschini.

"Giorgia Meloni diceva di non voler far diventare il referendum una battaglia politica, diceva di voler restare sul merito. Ma, consapevolmente o no, sta facendo di tutto per farla diventare una grande battaglia politica. Come se si giocasse il tutto per tutto, spara nel mucchio, alza continuamente la tensione, non si ferma di fronte a niente, finisce in contrasto con il presidente della Repubblica. E' il comportamento di una che si sente accerchiata, e non si rende conto che l'accerchiamento l'ha creato lei". Lo afferma Dario Franceschini, dirigente e senatore del Pd, in un'intervista a Il Domani, parlando del referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati.

Quanto alle parole del Capo dello Stato, "Mattarella non e' intervenuto nel merito del referendum. Mancherebbe. Credo abbia visto il rischio che nel tritacarne della campagna finiscano le istituzioni. La destra, dovendo dare motivazioni per votare contro i magistrati, li attacca ogni giorno ormai", spiega l'ex segretario dem.
"Se la destra vincesse" il 22 e 23 marzo, poi "andrebbe avanti. Con il premierato puntano a superare l'attuale assetto funzionale. L'ho detto, le destre, pur dentro le regole democratiche e non con colpi di stato, pensano di dover comandare. Meloni cerca i pieni poteri, come Salvini, solo che e' piu' abile e lo nega".
Obiettivo del premierato e' il Colle? "Non lo dichiarano, ma e' chiaro che l'obiettivo e' che la maggioranza, anche attraverso una nuova legge elettorale, possa eleggere da sola il presidente della Repubblica. E se nel nostro paese chi vince le elezioni elegge da solo il presidente della Repubblica, se al Quirinale ci mandi non piu' un garante, ma un capo politico, cambia la natura del paese", conclude Franceschini.

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