Il no di Meloni agli USA è in ritardo
Intervista della Stampa a Paolo Gentiloni.
"Trovo sorprendente che" la premier Giorgia Meloni "ci abbia messo dieci giorni a dire l'ovvio che i principali leader europei hanno detto subito: si tratta di una operazione fuori dalla legalità internazionale". A dirlo in un'intervista a La Stampa è l'ex commissario Ue, Paolo Gentiloni, secondo cui "il fatto che l'operazione" in Iran "sia partita senza nemmeno informare gli alleati avrebbe dovuto indurre il governo a prendere rapidamente le distanze".
Quanto alla proposta del governo di un tavolo con le opposizioni sulla guerra in Medio Oriente: "Le opposizioni dovrebbero prenderne atto positivamente e accettare", sottolinea.
Per Gentiloni "Donald Trump è entrato in questa guerra senza sapere bene come uscirne, e ora è chiara la sua preoccupazione: gli effetti desiderati non si sono prodotti, mentre sono enormi quelli negativi". Inoltre, "dopo aver scatenato una guerra in solitaria senza nemmeno avvisare gli alleati, la richiesta di aiuto di Trump non credo possa trovare molta eco in Europa", osserva.
Secondo l'ex premier "non possiamo condividere una guerra che non è nostra e che ci danneggia ogni giorno di più. L'unica cosa che possiamo fare, da alleati, è tentare di spingere Trump a concluderla al più presto". Sull'idea di allargare a Hormuz la missione Aspides, "pensare che possa consentire la riapertura dello stretto è fantascienza".
Gentiloni ha, infine, risposto sul referendum: "Voterò 'No' - dice - perché, nel merito, pur condividendo la separazione delle carriere, considero inaccettabile il sorteggio in Costituzione e discutibile il doppio Csm".
