Ho ancora voglia di lavorare e fare cose
Intervento di Giuseppe Sala a Rtl 102.5.
"Io sono interessato a tutto, ho voglia di lavorare e di fare le cose, ma il mio interesse può contare zero se non ci sono le condizioni". Lo ha ribadito il sindaco di Milano Giuseppe Sala parlando dell'uscita di alcune settimane fa in cui non disdegnava una possibile candidatura, se dovessero proporgliela per la Regione Lombardia.
"Se quando finisco il mandato da sindaco non ci fosse nessuna finestra per me non è che mi sparo un colpo - ha detto a Rtl 102.5 -, ho tanti interessi nella vita ma dopo 11 anni di politica ti viene naturale pensare che puoi continuare a dare qualcosa di più".
"Potrei fare delle scelte diverse nella vita ma non sono interessato, sono interessato a continuare con questa attività pubblica", ha concluso.
Salva Milano: sui tempi sono scoraggiato ma non mollo - "Io non mollo" sul Salva Milano "a tutela dei funzionari e dirigenti che sono indagati e non sono accusati di corruzione. Un filo scoraggiato lo sono però perché si parla da un anno di questo provvedimento". Lo ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala, in diretta a Rtl 102.5.
"Sono un politico anomalo ma ogni cosa ha un suo tempo per me, non ci metti un anno se una cosa la vuoi risolvere - ha aggiunto -. Al Senato da come vedo le cose non ci sarà una approvazione e si tornerà alla Camera, i tempi non sono compatibili con la risoluzione della cosa".
Se vuoi risolvere una cosa non ci metti un anno - "Non posso non dire che un filo scoraggiato lo sono, perche' si parla da un anno in Parlamento di Salva Milano. Allora io sono e saro' sempre un politico anomalo, abituato al fatto che ogni cosa ha il suo tempo, cioe' se una cosa la vuoi risolvere non ci metti un anno e non ci puoi mettere un anno". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala intervenendo a Rtl 102.5 .
"Da come vedo le cose - ha proseguito - ora probabilmente al Senato non ci sara' un'approvazione, ma si ritornera' alla Camera e quindi tempi che, chiedo solo chiarezza, mi pare che non siano compatibili con una risoluzione della cosa".
San Siro: dopo le Olimpiadi, via ai lavori - Dopo le Olimpiadi invernali, l'inaugurazione del Giochi Olimpici si fara' a San Siro il 6 febbraio 2026, "i club cominceranno a costruire un nuovo stadio di fianco a San Siro" che dovrebbe essere pronto nel 2030. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala intervenendo a Rtl 102.5 spiegando appunto che "ci vorra' qualche anno, e quando sara' pronto, rigenereranno, vedremo come, leggendo anche cosa dichiareranno nella loro proposta, il vecchio San Siro. Ergo, il vecchio San Siro e' destinato a vivere, a mio giudizio, almeno fino al 2030". Sala ha poi aggiunto che "se dovessi immaginare quando potra' esserci il nuovo stadio, direi 2030".
Oggi attendo l'offerta dei club per la vendita di San Siro - Oggi Inter e Milan potrebbero consegnare al Comune il progetto per il nuovo stadio che prevede l'offerta economica per l'acquisizione dello stadio di San Siro e delle aree. Lo ha confermato il sindaco Giuseppe Sala a Rtl 102.5.
"Mi auguro che oggi ci sia la consegna dell'offerta e del piano economico da parte delle squadre", ha spiegato.
"La legge ci dice che noi avendo l'offerta dobbiamo fare comunque un bando pubblico ma è chiaro che avrà come presupposto che quell'area sarà dedicata al calcio - ha spiegato ancora Sala illustrando i prossimi passaggi -. La legge ci dice poi che può partire la trattativa privata. Se oggi arriverà questa offerta la esamineremo e riferirò al Consiglio comunale. Il bando durerà circa 30-45 giorni e l'obiettivo è vendere lo stadio e le aree alle squadre per le vacanze estive".
A San Siro fino alle Olimpiadi non succederà nulla perché si terrà l'inaugurazione dei Giochi "poi i club inizieranno a fare un nuovo stadio di fianco al Meazza. Ci vorrà qualche anno - ha concluso Sala - e quando sarà pronto rigenereranno il vecchio San Siro, che secondo me è destinato a vivere come lo conosciamo fino al 2030".
Conte abbia il pudore e non dia patenti ai progressisti - Giuseppe Conte dice che il Salva Milano non è compatibile con le forze progressiste. "Quindi io e Giuliano Pisapia siamo stati sporchi reazionari - ha ribattuto il sindaco Giuseppe Sala a Rtl 102.5 -. Ricordo a Conte che lo abbiamo conosciuto quando ha fatto un governo con la Lega con un programma che non era progressista, un po' di coerenza". Conte "abbia un po' di pudore e la smetta di dare patenti di chi è progressista e di chi non lo è - ha concluso -. Che loro siano progressisti io qualche dubbio continuo ad averlo".
Il leader del M5s Giuseppe Conte ha recentemente detto che il cosiddetto decreto 'Salva Milano' non è compatibile con le forze progressiste: "Dunque io e Giuliano Pisapia saremmo stati degli sporchi reazionari", dice il sindaco di Milano Giuseppe Sala, con una battuta tra ironia ed amarezza, intervenendo a Non stop news su Rtl 102.5.
"Ebbene -ha aggiunto Sala- vorrei ricordare a Conte che noi italiani lo abbiamo conosciuto come primo atto perché ha fatto un governo con la Lega a due, con un programma che non era esattamente progressista. Ora, la voglia di ribaltare la realtà c'è sempre, però per cortesia, un po' di pudore e la smetta di dare patenti e di poter dire a lui chi è progressista e chi non lo è".
Nella proposta di centrosinistra manca la parte moderata - "La proposta di centrosinistra è più di sinistra, fatta da Pd, M5S e Avs, ne parlo con rispetto ma è questo. La parte più moderata è frammentata e non ha la dimensione che meriterebbe di avere per portare un contributo a un programma che accolga istanze più ampie". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala a RtlL 102.5 parlando della sua intenzione di contribuire a formare una forza moderata.
"Ho ancora due anni ma guardo con attenzione a questo. Parlare di federatore non funziona - ha rimarcato -, si deve mettere in campo un gruppo di persone di esperienza che trovino la via, penso sia l'unica possibilità".
Centrosinistra: serve parte moderata guidata da persone di esperienza - Oggi la proposta di centro-sinistra e' sostanzialmente piu' di sinistra, serve una parte piu' moderata guidata da "un nucleo di persone di esperienza, riconosciute, che insieme con generosita' trovino la via. Non e' semplice, ma anche trovo sia l'unica possibilita'". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala intervenendo a Rtl 102.5 il centrosinistra, ha spiegato, "e' fatto da PD, da Movimento Cinque Stelle e da Bonelli e Fratoianni. Ne parlo con rispetto, ma questo e' quello che e' nell'immaginario collettivo. La parte piu' moderata, un po' frammentata, non ha oggi una dimensione che, a mio giudizio, meriterebbe di avere per portare un contributo a un programma che accolga istanze piu' larghe della popolazione. Quindi io dico questo e dico che guardo con attenzione tutto cio'. Poi ho ancora due anni".
Rispondnedo ai conduttori che gli hanno fatto notare che, facendo due calcoli maggio 2027 e' fine del suo mandato e, se tutto va bene, nel 2027 ci saranno anche le politiche. Gli hanno chiesto se lu scenderebbe in campo per questa nuova forza moderata, Sala ha replicato "no, parlare di federatore sono cose che non funzionano".
Brutta situazione con l'Ucraina - Dopo l'incontro alla Casa Bianca tra il presidente degli Stati Uniti Trump e il presidente ucraino Zelensky "c'è da dire che è una brutta situazione, ma può essere anche un'occasione per l'Europa per darsi la sveglia e cambiare modalità operative". Lo ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala intervenendo a 'Non stop news' su Rtl 102.5.
"Il fatto che in Europa non si possano prendere determinate decisioni, se non all'unanimità -spiega Sala- non funziona più. Certo, nessuno di noi si immaginava, dieci anni fa, situazioni come quelle che abbiamo visto. C'è un fatto di forma: non siamo abituati a questa arroganza, a questa maleducazione; e poi c'è la sostanza: sento dire a qualcuno in Italia, 'ma sì, in fondo i dazi, magari anche le nostre aziende trovano le loro modalità per reagire. No, le nostre aziende pagheranno un prezzo enorme. Soprattutto il nemico degli Stati Uniti è la Cina. I cinesi sono abituati a produrre e andare a pieni giri. Questa è la loro forza. Continueranno a produrre e dove esporteranno? Esporteranno in Europa, con dumping a prezzi più bassi. Quindi per noi è un doppio danno".
Dazi: le nostre aziende pagheranno un prezzo enorme anche dal dumping della Cina - Le nostre aziende "pagheranno un prezzo enorme, ma soprattutto il nemico degli Stati Uniti e' la Cina. I dazi sono molto rivolti alla Cina, i cinesi sono abituati a produrre e andare a pieni giri e questa e' la loro forza. Continueranno a produrre, dove esporteranno? Esporteranno in Europa, con un dumping a prezzi piu' bassi e quindi per noi e' un doppio danno, lo vedo molto rischio". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, intervenendo a Rtl 102.5
Sicurezza: in arrivo una nuova unità mobile - "I dati danno una riduzione della criminalità a Milano, ma c'è un fenomeno che preoccupa molto e cioè i reati predatori, associati al fatto che l'età media di chi commette crimini si sta abbassando. E allora che si fa? Soprattutto due cose: la prima è mettere ancora più gente e mezzi sulle strade, la seconda è aumentare il numero di telecamere presenti sul territorio". Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando del tema della sicurezza a Milano, a Non stop news su Rtl 102.5.
Nel pomeriggio di ieri, a Milano, si è svolta la riunione del comitato per l'ordine e la sicurezza, al quale ha partecipato anche il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi: "Con il ministro Piantedosi -assicura Sala- c'è un rapporto solido; posso dare e voglio dare onore a un ministro che comunque su tante cose posso non vederla come lui, ma ogni due mesi è a Milano, facciamo incontri, si impegna".
Ebbene, aggiunge, "il ministro ieri ha promesso che metterà a disposizione una nuova unità mobile, un van della polizia che ha all'interno strumentazione adeguata, con altre auto e dunque presidieremo per un periodo specifico, non un giorno, ma tipo un mese, alcuni quadranti delicati. Si comincia da via Padova".
Poi, confida Sala, "ovviamente ho approfittato per chiedergli un po' di soldi", dal momento che "il Comune di Milano ha 2100 telecamere, abbiamo in programma di acquistarne altre 100 e di rinnovare le 200, ma ne servono di più".
Del resto "i cittadini sono sensibili all'illuminazione, che dà un senso di sicurezza e al fatto di sapere che ci siano delle telecamere che funzionano". Dopodiché "ho ricordato al ministro che da quando ho iniziato il secondo mandato abbiamo fatto 750 assunzioni di vigili; tenendo conto che una parte escono, oggi siamo a 3100. Quindi confermo l'obiettivo di arrivare a 3350 vigili urbani per strada, un numero mai visto a Milano. Ne stiamo portando quanti più possibile per strada, di sera e di notte. Anche perché -conclude- la sicurezza è un tema, che si risolve con le azioni, non a parole".