Dossetti, Lazzati, la Costituzione nostra casa comune e il No al Referendum
Articolo di Carlo Borghetti.
In tempi come questi ricordare figure del secolo scorso come Giuseppe Lazzati e Giuseppe Dossetti può sembrare un esercizio scolastico… ma non è così: è un richiamo alla nostra responsabilità in un mondo sempre più conflittuale e sempre più indebolito nelle sue forme democratiche.
Ed è così che ho vissuto ieri la presentazione alle Acli di Milano del libro che ricorda la loro amicizia, tra spiritualità e politica.
Uomini che hanno contribuito a scrivere una Costituzione bella, profonda, lungimirante, nata dal dolore della guerra ma orientata alla dignità della persona, all’equilibrio dei poteri, alla giustizia come garanzia e non come vendetta.
Oggi, mentre il prossimo referendum sulla giustizia mette in discussione parti delicate dell’assetto costituzionale, il loro esempio ci richiama a una cosa semplice e potente: la Costituzione non è un ostacolo da aggirare, ma una casa comune da custodire.
Lazzati e Dossetti credevano nella politica come servizio, nello Stato come strumento di tutela dei più deboli, nel diritto come fondamento della libertà, nella giustizia come potere indipendente dalla politica.
Ricordarli ieri ha significato difendere quello spirito costituzionale.
La memoria, quando è viva, diventa scelta.
E oggi scegliere è anche scegliere di difendere la Costituzione. Per questo voterò NO al referendum del prossimo 22 marzo.
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PS: il libro è: Giuseppe Dossetti, “Giuseppe Lazzati, tra spiritualità e politica”, a cura di Franco Monaco e Luciano Pazzaglia, edizioni Scholé, 2025. Oltre ai curatori alla presentazione sono intervenuti Enzo Balboni, già ordinario di Diritto costituzionale Università Cattolica, Delfina Colombo, presidente ACLI Milanesi e p. Giuseppe Riggio, direttore di “Aggiornamenti Sociali”
L’incontro è stato organizzato da Città dell’uomo Aps, con ACLI Milanesi, “Aggiornamenti
Sociali”, “Ambrosianeum”, Associazione “il Sicomoro”, Azione Cattolica Ambrosiana.
