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  • Carlo Borghetti

Una legge per il fine vita

Intervento di Carlo Borghetti alla Festa dell'Unità a Milano al dibattito "Fine vita: la legge di civiltà che il Governo non vuole".

C’è molta confusione intorno al tema: la prima cosa da chiarire è che, se si parla di “suicidio medicalmente assistito” ai sensi della sentenza del 2019 della Corte Costituzionale, non stiamo parlando di eutanasia, ma di qualcosa che attiene piuttosto al tema della interruzione dell’*accanimento terapeutico*;

la seconda cosa da chiarire è che siamo tutti d’accordo che le *cure palliative* devono essere proposte dal servizio sanitario -e disponibili- *per tutti* coloro che ne possono avere bisogno, e devono essere - obbligatoriamente - date a chi ha espresso una intenzione di accedere al suicidio medicalmente assistito *prima di iniziare qualunque procedura*, affinché gli interessati possano sperimentarne l’effetto.
Dopodiché mi chiedo, senza entrare nel merito di come ciascuno la pensi: *che civiltà esprime* un Paese che sancisce il diritto ad essere legalmente accompagnati nell’atto del suicidio medicalmente assistito a certe condizioni, ma poi - a seconda della Regione in cui si abita - si trovano risposte diverse, e si lascia agli interessati che presentano i necessari requisiti la possibilità di accedere all’atto finale - senza alcun controllo, a pagamento, attraverso una auto somministrazione di farmaci non definiti? - È civiltà o è Far West?
Accedere al suicidio medicalmente assistito in Italia È GIÀ POSSIBILE ai sensi della Sentenza costituzionale. Puntare ad *accompagnare meglio, e di più*, la persona fino eventualmente a un gesto che questa persona può comunque fare, è civiltà, e mentre la accompagniamo non la lasciamo sola, e le diamo anche la possibilità di ripensarci:
in Commissione Sanità ci è stato detto infatti che in Lombardia, in alcuni casi presi in carico dai *Comitati etici regionali*, le persone hanno rinunciato al gesto finale durante l’istruttoria.
E personalmente io sento forte anche la responsabilità di impedire che in assenza di procedure pubbliche ufficiali, e definite ai sensi della sentenza della Corte costituzionale, possano persino nascere luoghi del suicidio medicalmente assistito *privati e a pagamento*…
Ne abbiamo parliamo ‘stasera alla Festa dell’Unità del Pd metropolitano di Milano, con Franco Mirabelli, Marina Sereni, Mario Riccio e Furio Zucco, moderati da Adriana Santacroce.

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