Servono più risorse per la Salute mentale
Articolo di Carlo Borghetti.
«La Giornata mondiale della salute mentale deve essere un’occasione non soltanto per richiamare l’attenzione su un problema che riguarda un numero crescente di persone e famiglie, ma soprattutto per assumere impegni concreti. La salute mentale è parte integrante del diritto alla salute e deve tornare a essere una priorità delle politiche sanitarie, nazionali e regionali».
Lo dichiara Carlo Borghetti, consigliere regionale della Lombardia e capogruppo del Partito Democratico in Commissione Sanità, in occasione della Giornata mondiale della salute mentale che si celebra oggi, 10 ottobre.
«I numeri ci dicono quanto sia importante e urgente intervenire. Secondo l’ultimo Rapporto del Ministero della Salute, nel 2024 sono state 845.516 le persone assistite dai servizi specialistici di salute mentale in Italia, mentre gli accessi ai Pronto soccorso per problemi psichiatrici sono stati 636.113. Dati che testimoniano la dimensione di un bisogno di salute al quale il sistema pubblico deve essere in grado di rispondere con maggiore efficacia, continuità e tempestività».
«Sappiamo inoltre che il disagio psicologico e psichico interessa sempre più spesso adolescenti e giovani adulti, mentre troppe persone incontrano ancora difficoltà nell’accesso ai percorsi di cura. Non possiamo accettare che la possibilità di ricevere un sostegno adeguato dipenda dalle condizioni economiche delle famiglie o dal territorio in cui si vive. La salute mentale deve essere un diritto garantito a tutti, non un privilegio per chi può permettersi di rivolgersi al privato».
Borghetti richiama quindi la necessità di rafforzare strutturalmente il sistema dei servizi: «La Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica ha recentemente sollecitato interventi concreti per superare le criticità che da tempo caratterizzano l’assistenza psichiatrica nel nostro Paese. È un richiamo che condividiamo. A livello nazionale mancano circa 13.000 professionisti, tra medici, psicologi, infermieri, educatori, assistenti sociali e altre figure indispensabili per garantire una presa in carico multidisciplinare. Senza personale sufficiente, anche i migliori programmi rischiano di rimanere sulla carta».
«Anche in Lombardia dobbiamo fare di più. Occorre investire nei Dipartimenti di Salute Mentale, rafforzare i Centri Psicosociali e i servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, sviluppare una rete territoriale capillare, capace di intercettare precocemente il disagio e accompagnare le persone lungo tutto il percorso di cura. È fondamentale inoltre sostenere le famiglie, valorizzare il contributo delle associazioni e del Terzo settore e promuovere percorsi di autonomia, inclusione sociale, inserimento lavorativo e abitare supportato».
«La legge Basaglia ha rappresentato una conquista straordinaria di civiltà, che va difesa e soprattutto resa pienamente effettiva. Oggi la sfida non è moltiplicare le norme, ma garantire che i principi di quella riforma trovino concreta applicazione attraverso servizi accessibili, personale qualificato, risorse adeguate e progetti individualizzati che mettano davvero al centro la dignità della persona».
«Come Partito Democratico continueremo a chiedere, anche in Consiglio regionale, che la salute mentale riceva maggiore attenzione nella programmazione sociosanitaria e nelle scelte di bilancio della Lombardia. Servono investimenti stabili, obiettivi misurabili e un impegno particolare sulla prevenzione e sui bisogni delle nuove generazioni».
«La salute mentale non può essere ricordata soltanto il 10 ottobre. Deve essere una responsabilità quotidiana delle istituzioni. Le persone che vivono una condizione di sofferenza psichica, le loro famiglie e gli operatori che se ne prendono cura hanno bisogno di risposte, non di dichiarazioni di principio. È su questo che si misura la qualità e l’umanità del nostro sistema sanitario pubblico», conclude Borghetti.
