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  • Patrizia Toia

Industria 26

Video del convegno "Industria 26. Reindustrializzare l'Italia. Economia Sociale: Per un'altra Italia, per un'altra Europa" con Patrizia Toia, Valerio Pedroni e altri.

L’idea è quella giusta: l’economia sociale va considerata più nel sostantivo che nell’aggettivo. Cioè va considerata sempre di più per quello che è: una vera economia, radicata sui territori.

È creazione di valore, occasione di occupazione, fattore moltiplicatore di sviluppo e crescita, generatrice di produttività. Un’economia che, però, mette al centro la persona anziché il profitto, che non scappa dai territori per delocalizzare.
In questa cornice il Partito Democratico ha voluto confrontarsi con protagonisti, esperti, operatori e rappresentanti istituzionali e politici sui nuovi strumenti per l’economia sociale, all’interno del percorso del Forum Industria.
Dobbiamo dire con forza, e dimostrare attraverso i numeri, le esperienze e le grandi potenzialità di questo ecosistema, già intrecciato con le filiere produttive oltre che coi servizi di welfare e di terziario, che senza la resilienza, la coesione e i valori del nostro modello sociale europeo non potranno esserci né competitività né autonomia strategica per l’Europa.
Tra il modello iperliberista americano e quello “coercitivo” cinese, l’Europa ha una propria strada e può contare su una risorsa formidabile: un modello fondato sull’inclusione, sulla coesione, sulla sicurezza sociale, sulla valorizzazione del capitale umano e dei talenti, ma anche sulla formazione per tutti. Un modello cruciale, che può diventare il punto di forza su cui costruire una strategia di crescita capace di competere e di resistere nella concorrenza globale.
A livello europeo, il Piano d’azione per l’economia sociale ha avviato un importante percorso di riconoscimento e di lavoro. Ora spetta ai Comuni, alle Regioni e al livello nazionale, con il Piano nazionale in arrivo, raccogliere il testimone e tracciare strade concrete.
Occorrono capacità, creatività e anche un po’ di fantasia per costruire strumenti adeguati, sia finanziari sia fiscali.
E occorre che il mondo dell’economia sociale e i suoi rappresentanti, di fronte al futuro bilancio europeo e alla nuova gestione dei fondi comunitari, abbiano l’ambizione di sedersi al tavolo delle scelte. Devono pretendere di essere protagonisti al fianco delle istituzioni, non soltanto esecutori o “riparatori” dei danni prodotti da una crescita che sta allargando le disuguaglianze e lasciando senza risposta troppi bisogni.
Ieri, a Milano, è stata una mattinata bella e luminosa, per le idee e anche per il sole. Tante voci hanno preso la parola e tutte hanno saputo ascoltarsi a vicenda.
Il Partito Democratico ha assunto un impegno forte lungo questo percorso.
Grazie a chi ha partecipato, a chi è intervenuta e intervenuto e grazie anche alla bella sorpresa dell’arrivo della Segretaria.

Video.

 

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