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  • Elly Schlein

Su salari e sanità, Meloni ha tradito le promesse

Intervista di Repubblica a Elly Schlein.

"È incredibile come in tre ore di risposte ai giornalisti Giorgia Meloni non sia riuscita a dire una sola parola sulla questione sociale, sulle maggiori preoccupazioni degli italiani che sono la sanità pubblica e il caro vita. Niente sulla scuola. Ha fatto un lungo elenco di 'faremo' che sembra arrivata ieri". Lo afferma, in un'intervista a La Repubblica, Elly Schlein, segretaria del Pd, commentando le dichiarazione della premier Meloni alla conferenza stampa di fine anno.

"Eppure - aggiunge - prometteva di abolire le accise
e le ha aumentate. Di ridurre l'età pensionabile e l'ha allungata. Di ridurre le tasse e sono al massimo da dieci anni. Davanti a una tale incoerenza toccherà a noi costruire un'Italia più giusta".
"L'Istat - prosegue Schlein - segnala una crescita degli inattivi mai vista, persone che nemmeno lo cercano più il lavoro perché hanno perso la speranza. L'aumento dell'occupazione riguarda principalmente gli over 50 e non i giovani, che scappano dall'Italia. Anche per via di un'altra questione enorme, i bassi salari, che il governo rifiuta di affrontare".
Meloni però dice che il potere d'acquisto è salito e dal 2023 i salari sono tornati a correre, dunque i dati da voi contestati sono vecchi, riferiti al 2021.
Qual è la verità? "Mente - afferma ancora la leader dem -, e lo sanno bene quegli italiani a cui oggi i soldi non bastano più nemmeno per fare la spesa". "Su energia e casa l'assenza di iniziativa del governo è clamorosa". La premier sostiene pure di aver ridotto le tasse e che la pressione fiscale dipende dalle entrate.
"Il suo tasso di mistificazione - prosegue la segretaria del Pd - ha superato il livello di guardia. È scritto nei documenti ufficiali del governo che la pressione fiscale è salita al 42,8%, questo sì un record, non era mai stata così alta dal 2015".
Capitolo magistrati: li ha accusati di vanificare tutti gli sforzi sulla sicurezza. È uno scaricabarile? "È l'ennesimo attacco deliberato contro i giudici, una costante che utilizzeranno nella campagna referendaria" conclude Schlein.

 

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