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  • Tito Boeri

Stretta tra crisi demografica e difesa, l’Europa deve salvare lo Stato sociale

Intervista della Stampa a Tito Boeri.

"Bisogna mobilitarsi subito, cercando soluzioni senza perdere tempo. Abbiamo il vantaggio di agire in Europa e a Torino: l'Europa non è solo la culla del welfare, ma un continente ricco di modelli diversi. Questa diversità ci permette di imparare tanto dai successi quanto dagli errori per affrontare sfide estremamente impegnative". Lo afferma, in un'intervista a La Stampa, Tito Boeri, economista ed ex presidente dell'Inps, rispondendo alla domanda se è possibile salvare la Stato sociale.

Perché è così urgente agire? "I tempi dei processi decisionali europei - aggiunge - sono molto più lunghi di quelli delle grandi potenze. Certamente si può migliorare formando coalizioni di Paesi più ristrette, ma dobbiamo premunirci di fronte a tre grandi criticità. La prima è la demografia: la crisi è più profonda del previsto perché le stime hanno sottostimato il declino della fecondità. Avremo popolazioni in età lavorativa molto più piccole del previsto, il che mette in crisi i sistemi che trasferiscono risorse dai giovani agli anziani".
Quali sono le altre minacce sistemiche? "C'è la sfida geopolitica legata alla spesa militare - afferma ancora Boeri -, che rischia di sottrarre risorse al sociale. Infine, assistiamo a una ritirata delle imprese: dopo l'impegno sociale sbandierato nel 2019, con la nuova presidenza Trump vediamo un disimpegno verso gli stakeholder che rende tutto più difficile, proprio mentre lo Stato fatica a mantenere le prestazioni del passato. La realtà richiede reazioni immediate e visioni di lungo periodo contemporaneamente. Se non acceleriamo, il rischio è di restare schiacciati tra l'incudine delle scadenze demografiche e il martello della competizione globale".
Quali sono le priorità immediate per l'Europa? "Politiche di conciliazione famiglia-lavoro - prosegue -, non tornare indietro sulle riforme pensionistiche e gestire seriamente il rapporto tra immigrazione e Stato sociale".
Qual è lo scenario più avverso per il futuro dell'Europa? "Il rischio di una terza guerra mondiale è la preoccupazione costante. Ma allo stesso tempo dobbiamo rendere l'Europa un attore capace di difendere il proprio modello sociale" conclude Boeri.

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