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  • Elly Schlein

Meloni chieda a Trump di fermarsi

Intervista di Domani a Elly Schlein.

Nella telefonata della premier Giorgia Meloni "siamo rimaste d'accordo che ci aggiorneremo per le vie brevi ogni volta che sarà necessario. Il conflitto in Medio Oriente è molto proccupante". Così la segretaria Pd Elly Schlein in una intervista al 'Domani'.

"Sono arrivati in Parlamento con un testo già chiuso e pronto. Che non diceva neanche quello che lei ha detto dopo 12 giorni in ritardo, cioè che gli attacchi militari di Trump e Netanyahu sono fuori dal diritto internazionale. Nel testo non chiedono a Trump e Netanyahu di fermarsi, perché siamo d'accordo che il regime iraniano deve fermare le sue ritorsioni indiscriminate, masi devono fermare anche i bombardamenti di Trump e Netanyahu", aggiunge però la segretaria dem. "Se salta il diritto internazionale - sottolinea - c'è solo la legge del più forte, come diceva la stessa Meloni otto anni fa. E le conseguenze economiche di questa guerra sono devastanti. Il petrolio ha sfiorato i 100 dollari al barile. Trump ci guadagna. La storia dovrebbe averci insegnato chela democrazia non si esporta con le bombe, così la si indebolisce o la si rende un alibi per altri interessi. Se in Venezuela il tema fosse stato la libertà del popolo oppresso da Maduro, non si sarebbero tenuti il resto del regime: lì il punto era il petrolio". "Noi non vogliamo che all'Italia accada quanto è accaduto al ministro Crosetto, di ritrovarsi in una guerra senza accorgersi. Se hanno un canale privilegiato con Trump gli chiedano ora di fermarsi", insiste Schlein.
"Ho apprezzato l'apertura" di Meloni "sulla nostra proposta" sulle accise mobili, aggiunge poi Schlein "però devono agire. Ci aspettavamo che già nel Consiglio dei ministri di due giorni fa attivassero questo strumento. Si sbrighino". Quanto al campo progressista che non è riuscito, mercoledì scorso, a fare una risoluzione comune: "Nonè vero che siamo sempre divisi sulla politica estera. Restano alcune differenze e le affronteremo. Ma anche i partiti della destra quando erano all'opposizione presentavano risoluzioni separate". Per la segretaria Pd "Meloni ha fatto una forzatura procedurale perché non si è mai tenuto un dibattito sul consiglio europeo otto giorni prima del consiglio europeo. Noi avevamo chiesto che lei venisse in aula per riferire sulla nuova guerra in Medio Oriente, e che tornasse poi per il consiglio europeo". Non lo ha fatto, "immagino perché non voleva parlare di guerra in prossimità del referendum. Comunque, se vuole dialogare, deve posare la clava". "Gli attacchi all'opposizione, che ha fatto in aula, in un momento come questo per il paese non hanno senso". Quanto al referendum, "io - insiste la leader dem - non chiedo un voto contro il governo ma contro questa riforma del governo che non migliora la giustizia per i cittadini italiani". Se vince il sì che succede? "Vincerà il no. Per evitare una riforma sbagliata per il paese. E perché il governo non vada avanti con altre riforme per noi molto sbagliate, come il premierato che concentra i poteri nelle mani di chi governa a scapito di quelli del parlamento e di quelli del presidente della Repubblica, che per noi non si toccano". Se vince il Si' nel campo progressista cambierà qualcosa? "Andremo avanti nella costruzione dell'alternativa. Batteremo Meloni alle prossime politiche con la coalizione progressista che dopo vent'anni siamo riusciti a ricostruire gia' alle regionali", risponde. Inine la legge elettorale: "Se volevano dialogare perché l'hanno depositata in fretta e furia prima del referendum? Da quello che abbiamo visto finora c'òèun premio di maggioranza talmente alto che chi vince le elezioni potrebbe arrivare a nominare da solo il presidente della Repubblica. E l'indicazione del premier è un antipasto del premierato, che è una riforma che noi contrastiamo duramente. Non sono delle buone premesse", conclude. 

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