La fiamma che non si spegne e la riscrittura della storia al contrario
Articolo di Alessandro Del Corno.
Nei giorni scorsi, in occasione del 79 esimo anniversario della fondazione del Movimento Sociale Italiano, avvenuta il 26 dicembre del 1946, vi è stato un proliferare sui social, anche attraverso interventi celebrativi in tal senso, da parte del presidente del senato La Russa e di alcuni esponenti del governo, parlamentari europei, parlamentari nazionali, ecc.
Ora, ognuno e’ libero di ricordare e testimoniare le proprie radici che in questo caso, per usare un termine caro a certa destra, non gelano, ma questo non dovrebbe avvenire in senso apologetico e a spese della storia.
Quindi, un piccolo ripasso: Gli uomini che diedero vita al Movimento Sociale in quel lontano 1946, non erano dei patrioti, in quanto ex repubblichini che si erano macchiati della responsabilità storica di aver avuto posizioni importanti nella fase crepuscolare del fascismo, eterodiretto dalla Germania nazista, con il corollario di eccidi, rappresaglie, deportazioni, conducendo la parte settentrionale del Paese ad una guerra fratricida che semino’ distruzione e morte.
Certo, accettarono, anzi, subirono la democrazia parlamentare, nella quale va riconosciuto storicamente, anche una parziale evoluzione, dettata però, non tanto da una genuina rielaborazione storica, culturale e politica, ma dal mutare dei tempi e da questo punto di vista, il motto dei fondatori del 1946, si attaglia bene:” non rinnegare, non restaurare”.
In ogni caso, quel partito, nella lunga stagione repubblicana dei partiti, imperniata sulla Democrazia Cristiana che consentì al nostro Paese, un balzo gigantesco in termini di democrazia, libertà, benessere diffuso e ruolo internazionale, mai visto prima, fu sempre considerato dagli elettori, residuale con il loro libero pronunciamento elettorale.
Per non parlare poi, tra la fine degli anni sessanta e settanta del secolo scorso, dove il Movimento Sociale di Almirante, vedeva non certo negativamente, certo, senza chiederne tatticamente l’importazione nostrana, le dittature di Grecia, Spagna, Portogallo, Cile, per citarne alcune.
Per finire quindi, ritengo a dir poco, inopportuno che cariche dello Stato così importanti, compresi uomini e donne di governo, avendo giurato sulla Costituzione repubblicana, le cui radici, sono antifasciste, narrino smaccatamente la nascita e nel simbolo della fiamma, la continuità di un progetto politico le cui radici più profonde invece, hanno rappresentato la pagina più buia della storia nazionale.
Purtroppo, appare evidente che l’evoluzione storica, politica e culturale della destra del nostro Paese risulti ancora lunga, con una bottiglia di acqua di Fiuggi, sempre più desolatamente vuota.
P.S. Senza il passaggio mediatico-giudiziario di Tangentopoli, tutto ciò, non sarebbe mai avvenuto.
