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  • Chiara Braga

Il voto sull'Ucraina

Intervento di Chiara Braga alla Camera dei Deputati.

Anche oggi in Aula, durante le comunicazioni del ministro della Difesa Crosetto sulla proroga della cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamenti militari all'Ucraina, le divisioni nella maggioranza sono emerse con tutta evidenza: avete tre linee diverse sull’Ucraina, eppure governate l’Italia, firmate impegni in sede internazionale e subito dopo fate a gara a chi li sconfessa di più.

Quando il ministro Crosetto si rivolge alle opposizioni, sbaglia parte: dovrebbe invece rivolgersi ai suoi alleati, alla Lega, il partito del vicepremier Salvini. Se, infatti, le parole che Crosetto ha pronunciato oggi fossero state dette in un Consiglio dei Ministri, qualcuno avrebbe lasciato la stanza. E anche mentre la maggioranza è qui in Aula, il cosiddetto “Vannacci team” – cioè i seguaci del vicesegretario della Lega Vannacci – è impegnato in un flash mob contro il proprio stesso Governo, quel Governo di cui la Lega esprime il vicepremier.
Insomma, mentre Meloni è in giro per il mondo, la linea di politica estera del suo Governo viene affossata dalla sua stessa maggioranza. E allora chiedo: con quale credibilità il nostro Paese può presentarsi all’estero?
È tempo di uscire da questa farsa. L’Italia deve continuare a fare fino in fondo la parte che la nostra geografia, la nostra storia ci hanno assegnato: garantire al popolo ucraino aiuti umanitari e strumenti di difesa per proteggere il proprio territorio, che è anche territorio europeo. Dobbiamo lavorare per rafforzare il ruolo politico, diplomatico e strategico dell’Europa, superando i veti che la paralizzano perché da questo dipende anche la nostra sicurezza.
Anche sulla Groenlandia non abbiamo sentito da parte del Governo parole chiare. Eppure basterebbe dire al Presidente Trump che la Groenlandia non si tocca perché non si tocca l'integrità territoriale di uno Stato europeo.
Come italiani, come europei, abbiamo il dovere morale di costruire attivamente la pace, non come semplice assenza di guerra, ma come presenza di giustizia. È l’impegno politico più alto che possiamo assumerci, ed è una responsabilità da cui il nostro partito, il PD non si sottrae, nemmeno oggi.

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