Il governo sta delegittimando le toghe
Intervista di Repubblica a Elly Schlein.
"Quando ho letto stamattina le parole di Nordio non potevo crederci. E ora non posso credere che siano passate le undici e nessuno del governo abbia ancora detto qualcosa". Lo afferma, in un colloquio con La Repubblica, la leader del Pd Elly Schlein.
"Non è accettabile - aggiunge - che un ministro della Repubblica utilizzi parole che alimentano uno scontro istituzionale. Nordio deve scusarsi e la presidente Meloni prendere le distanze. Una guerra tra istituzioni non fa bene al Paese. Ci sono limiti che non vanno superati nemmeno in campagna elettorale, soprattutto sapendo qual è stato l'altissimo prezzo pagato dalla magistratura nella lotta alle mafie".
"Paragonare i giudici ai mafiosi - prosegue Schlein - è un insulto insopportabile alla memoria di uomini come Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Rosario Livatino, Rocco Chinnici, Cesare Terranova e tanti altri che hanno servito lo Stato pagando con la vita. Parole come quelle di Nordio rischiano conseguenze enormi. È irresponsabile che il governo alzi lo scontro istituzionale in questo modo. Cosa accadrà se si continua ad alimentarlo così? Perché le parole pesano".
"Non bisogna dimenticare che il 24 marzo - aggiunge -, il giorno dopo il referendum, arriverà comunque, qualunque sia l'esito del voto. Se si sceglie la strada della delegittimazione e della contrapposizione permanente, si mette a rischio la fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Noi continueremo a stare nel merito, ma è legittimo chiedersi quale clima si voglia costruire attorno a quella data e a questo percorso di riforma. L'equilibrio tra i poteri non è un dettaglio tecnico, è la sostanza della nostra democrazia".
"Certo che la giustizia ha dei problemi e non è perfetta, ma si affrontano migliorando il sistema, non delegittimando i magistrati. Qui c'è un atteggiamento di delegittimazione che preoccupa. E purtroppo credo che non sia una scelta casuale. Ogni potere deve incontrare un limite adeguato. Non permetteremo che venga imboccata una strada diversa" conclude la leader del Pd.
