Gerardo Bianco: europeo e federalista
Intervento di Patrizia Toia.
È stato un vero piacere per me commentare, oggi alla Camera, gli scritti parlamentari e politici di Gerardo Bianco e raccontare l’uomo: una figura di profonda cultura umanistica, attento anche alla scienza e alla tecnologia. Un politico di formazione cattolica, intelligente, ironico, un grande galantuomo.
Ha vissuto da protagonista il passaggio dalla Democrazia Cristiana al Partito Popolare Italiano, e poi la dolorosa scissione, quando molti amici scelsero una comoda alleanza a destra. Fu un dolore, e così lui stesso lo definì nella sua commossa e fiera relazione al congresso del PPI.
Ma ciò che si conosce meno è il suo profilo europeo, profondo e lungimirante. Io ho rintracciato il filo di questa radicata fede europeista, con insegnamenti quanto mai attuali.
Nel 1996 era già tutto chiaro: “La F (il federalismo) per noi non è un tabù, anzi è la meta.” E poi: “L’Europa è la speranza del secolo che finisce e del prossimo che arriva.”
E ancora: “L’Italia ha costruito l’Europa, ora deve costruirla dentro di sé.”
Grazie, Gerardo. Con un abbraccio.