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  • Patrizia Toia

Confronto sull’Europa

Articolo di Patrizia Toia.

Un momento di dialogo davvero intenso e prezioso sull’Europa, il suo senso profondo e la sua unità, questa mattina alla Bocconi con le riflessioni del cardinale Zuppi, di Sylvie Goulard e del rettore Billari.

L’iniziativa, nata da un’idea del Presidente Giuseppe Guzzetti, in un dibattito senza retorica e con tanta passione civica, ha messo al centro parole che oggi non possono essere solo evocate, ma devono tornare a ispirare e guidare le nostre scelte: dialogo, democrazia, libertà. Ne sono scaturiti contributi profondi, ricchi di visione, umanità e responsabilità morale.
Da questo confronto porto con me alcuni spunti forti.
Anzitutto, se in questi anni abbiamo parlato molto di “unità nella diversità”, e abbiamo giustamente esaltato e “salvato” le diversità, adesso è l’ora di avere il coraggio di un passo in più: riconoscere che le cittadine e i cittadini europei hanno bisogno di più unità, anzi hanno il “diritto all’unità”.
Di fronte alle sirene incantatrici (e ingannevoli) dei nazionalismi, chi crede all’Europa deve fare come Orfeo e produrre un canto più bello, che affascini di più, che attragga e unisca.
Al centro di questa idea di Europa resta il valore più grande: la persona. La persona, non sola e isolata, ma nella comunità. La persona con la sua dignità e parità, i suoi diritti, le sue responsabilità, le sue relazioni, i suoi vincoli di solidarietà e la sua libertà.
E poi il ripudio della guerra, cioè la riduzione di parte della sovranità per “salvarci insieme”, e il necessario rafforzamento degli organismi internazionali che prevengono e governano i conflitti, creando una cooperazione più profonda, più stretta e coraggiosa.
Noi europei rappresentiamo una piccola parte del mondo (si stima circa l’8%) che vive nella democrazia, con istituzioni libere e democratiche. Questo non può essere solo una fortuna o solo un privilegio: è una responsabilità enorme, che ci chiama a guardare oltre noi stessi e a prenderci cura anche di ciò che accade nel mondo attorno a noi.
L’Europa è nata da ciò che sembrava impossibile: trasformare il conflitto in cooperazione, la diffidenza in fiducia, la guerra in un destino comune di pace. Oggi, nel tempo più difficile, è chiamata ancora una volta a ritrovare la strada dell’unità.

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