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  • Carlo Borghetti

Cattolicesimo Sociale

Articolo di Carlo Borghetti.

Nel ricordo di Ezio Vanoni, mi è stato chiesto ieri di definire come dovrebbe essere oggi un welfare coerente coi principi del Codice di Camaldoli che Vanoni contribuì a scrivere insieme a personaggi come Giorgio La Pira e Aldo Moro, costruendo una vera e propria cornice di quello che poi fu chiamato il cattolicesimo sociale.

Sono intervenuto riprendendo i fondamentali di quel Codice, di cui abbiamo più che mai bisogno ancora oggi, e ho detto che un welfare autentico dovrebbe essere centrato sulla persona (e non sui tagli), fondato sulla solidarietà, sussidiario, partecipativo, orientato al lungo periodo e non a interventi spot come quelli oggi di moda attraverso voucher e bonus, anche per funzionare da prevenzione. Un welfare che promuove la dignità della persona umana, insomma, di ogni persona umana.
All’incontro sono intervenuti autorevolissimi relatori come l’on. Mariapia Garavaglia, il prof. Aldo Ferrara, l’avv. Raffaele Della Valle e tanti altri.
Vanoni, ricordato soprattutto per aver impostato il sistema tributario italiano che ha consentito al Paese di ripartire e svilupparsi dopo le macerie della seconda guerra mondiale e del nazifascismo, è stato in realtà un protagonista anche nella scrittura del Codice di Camaldoli, al quale si ispirò il più autentico impegno dei cattolici nella vita pubblica e politica italiana. Il Codice fu pubblicato nell'aprile 1945 sulla rivista degli studenti universitari di Azione Cattolica, diventando da quel momento una pietra miliare nella storia del cattolicesimo sociale e del cattolicesimo democratico in Italia. Quanto ne abbiamo bisogno ancora oggi!

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