Analisi sul voto del referendum
Articolo di Edoardo Pivanti.
In Direzione regionale del PD Lombardia, due minuti di analisi sul voto del referendum, e anche sulla situazione internazionale, ho provato a farli anche io.
Perché non pensiamo che quei 14,6 milioni di voti automaticamente verranno travasati alle politiche. Dovremo tenerli insieme.
Perché dentro il No c’è stato di tutto: voto nel merito, ma anche difesa della Costituzione, reazione a un Governo che con decreti sicurezza e continue forzature ha prodotto un moto contrario. C’è anche lo spauracchio di Trump in Italia, perché il progetto della destra è quella direzione lì. E degli Stati Uniti possiamo dire tante cose, ma almeno fino a qualche mese fa avevamo la certezza - oggi molto meno - che oltre certi valori non si potesse andare.
Ma soprattutto, la destra in questa campagna referendaria ha giocato sul mettere uno contro l’altro pezzi di Paese: avvocati contro magistratura, giudici contro pubblici ministeri, popolo contro istituzioni, istituzioni contro Costituzione.
Ecco, in quel No e in quella mobilitazione c’è anche la volontà di ricucire queste divisioni.
E noi dobbiamo essere lì, per tenere insieme quei pezzi.
La riprova più bella è stata nei fuorisede e nella settimana che ho passato chiuso in Federazione a preparare i moduli: dopo il voto, ricontattandoli, persone che magari non avevano mai pensato di avvicinarsi a un partito o alla militanza mi hanno detto: “Grazie per l’opportunità che ci avete dato”.
È vero, qui in Lombardia il Sì vince, ma con uno scarto più basso. E questo deve essere un invito a fare ancora più “Partito”: perché dove la nostra struttura è meno presente magari vinciamo anche le amministrative, ma quando si tratta di costruire temi e proposte quella mancanza si sente.
Ma abbiamo tutta la forza per farcela, ne sono convinto.
Avanti: abbiamo davanti un anno duro, ma sarà bellissimo da costruire insieme.
