Una svolta che parla chiaro
Articolo di Patrizia Toia.
In Ungheria vince Péter Magyar e con questa scelta i cittadini ungheresi mandano un messaggio forte: l’Ungheria sceglie l’Europa.
Non è solo un cambio politico interno, è un passaggio che riguarda tutti noi. Bruxelles oggi ha un alleato in più, non più un ostacolo sistematico dentro le Istituzioni europee.
Per anni abbiamo visto un modello che provava a restare dentro l’Europa per indebolirla, mettendo in discussione principi fondamentali come lo Stato di diritto, la libertà di informazione, l’indipendenza della magistratura. Oggi quel modello viene messo in discussione proprio dagli elettori.
Ma questo risultato non è solo una vittoria da celebrare. È anche una riflessione da fare.
Perché una democrazia solida non si regge solo sul consenso o sulla crescita economica: si regge sui diritti. Sempre.
Diritti civili, diritti sociali, diritti politici. Sono questi a fare la differenza tra una democrazia piena e una democrazia fragile.
L’Ungheria oggi ci ricorda che l’Europa non è un automatismo. È una scelta.
E va difesa, ogni giorno.
