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  • Bill De Blasio

Sottovalutata la crisi del ceto medio

Intervista di Repubblica all'ex Sindaco di New York De Blasio.

"Qualcosa è andato storto, dobbiamo ricalibrare il ruolo della cultura woke". Lo sostiene l'ex sindaco di New York Bill de Blasio in un'intervista al quotidiano La Repubblica.

Per l'esponente democratico negli Stati Uniti c'è "urgenza per le difficoltà che la maggior parte delle famiglie affrontano, persino disperazione" e "la classe media e operaia vive nell'emergenza, a partire dal prezzo della benzina che sale per la guerra in Iran. Da qui nasce il desiderio di spezzare lo status quo".
Sulla cultura woke, de Blasio osserva che "il desiderio di affrontare problemi storici di questo Paese si è trasformato in un messaggio che ha alienato e confuso anche le persone di buona volontà". E aggiunge: "Riformare l'ordine pubblico è giusto, ma se lo fai togliendo i fondi alla polizia ti esponi al facile stereotipo di non essere interessato alla sicurezza".
La priorità per i progressisti, sostiene, deve tornare a essere economica: "La formula magica è mettere l'affordability al primo posto, senza dimenticare i problemi di razza e di genere". De Blasio indica quindi come temi centrali "il cambiamento economico, la riduzione dei costi della sanità, la fine della guerra che rilancia l'inflazione", perché "uniscono tutti al centro".
"Il problema dei progressisti nel mondo è che non hanno messo al primo posto i bisogni concreti, disconnettendosi dagli elettori", afferma.
L'ex sindaco riconosce anche gli errori sull'identity politics: "è diventata un fine a se stante, alienando tanti. Non solo tra i bianchi, ma anche tra neri e ispanici, che Trump ha attirato accusandoci di usarli per fare teatro. Così la politica identitaria è diventata per noi una trappola".
Guardando alle prossime presidenziali, de Blasio conclude: "Il 2026 è già un modello per il 2028. Se il Partito democratico rimarrà concentrato su una visione economica progressista, per i repubblicani sarà difficile batterci".
Quanto alla possibile candidatura di Ocasio-Cortez commenta: "Sarebbe formidabile ma per correre deve accettare il rischio di perdere il posto sulla scena nazionale".

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