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  • Andrea Catania

Quale idea di Cinisello?

Articolo di Andrea Catania.

Ghilardi ha avuto 8 anni per esprimere una propria proposta alternativa. Quando è stato eletto aveva una leadership politica chiara, un Accordo di Programma con 16 milioni di euro, altri progetti e risorse ereditate e si è trovato di fronte alla grande opportunità del PNRR.

Poteva cambiare il volto Cinisello Balsamo. Spoiler: non lo ha fatto e si fa ancora fatica a capire la sua visione di città.
E questo emerge anche dal post pubblicato ieri dopo l’assoluzione di Siria Trezzi, Roberto Imberti e Ivano Ruffa: dopo cinque giorni di silenzio, è uscito con un comunicato asettico. Nel 2022, dopo la condanna in primo grado, intervenne subito e duramente per attaccare l’intero centrosinistra formulando giudizi politici pesantissimi mentre il percorso giudiziario era ancora aperto. La differenza di stile la dice lunga sul modo di intendere e interpretare le istituzioni.
Nello stesso post di ieri, decide di rivendicare la sua diversità politica su Grugnotorto e Ovocultura. Lo fa anche in una intervista rilasciata oggi. Ma quali sono le decisioni concrete e l’interesse pubblico di cui Ghilardi parla?
Negli anni le amministrazioni di centrosinistra hanno progressivamente ridotto le possibilità edificatorie nel Grugnotorto e introdotto la compensazione per spostare fuori dal parco i diritti edificatori residui e acquisire le aree private, cercando di risolvere i contenziosi in essere. Nel 2013 anche esponenti del centrodestra votarono a favore dell’acquisizione; nel 2017 l’Accordo di Programma del PII Bettola destinò 16 milioni proprio a questo obiettivo.
Per anni Ghilardi ha giustificato lo stallo con il processo in corso. Ma quel processo non cancellava il PGT e non invalidava gli atti amministrativi né impediva all’Amministrazione, se riteneva sbagliate quelle scelte, di cambiarle e costruirne altre. In questi otto anni, quali interlocuzioni formali ha aperto con gli operatori coinvolti per sbloccare, modificare o superare le partite urbanistiche rimaste aperte? Amministrare non vuol dire restare ad aspettare gli eventi.
Oggi, nell’intervista, risponde all’accusa di immobilismo rivendicando l’ingresso nel Parco Nord, il nuovo PGT e lo stop alla permuta dell’Ovocoltura. Ma proprio sul Parco Nord la storia dice altro: nel 2019, quando il PD propose quella strada, il centrodestra votò contro; nel 2024, con cinque anni di ritardo, cambiarono idea e quella stessa scelta fu finalmente approvata all’unanimità. Ghilardi ben si guarda poi dal dire la cosa più importante: entrare nel Parco Nord è utile perché rafforza le tutele giuridiche, ma non rende automaticamente fruibili le aree che restano private e inutilizzabili. E sul nuovo PGT, beh, stendiamo un velo pietoso: l’iter è stato avviato nel 2018 e otto anni dopo la città non ha ancora potuto discutere una vera proposta, mentre il vecchio Documento di Piano, quello che tanto non piace a Ghilardi, è stato prorogato più volte.
Quindi, dopo otto anni, la domanda resta semplice: se la soluzione precedente era sbagliata, qual è quella alternativa che avete realizzato? Che cosa volete fare del Grugnotorto, dei 16 milioni e dell’Ovocultura? Quali sono i progetti per tutelare la salute dei cittadini dalle bolle di calore, dal cambiamento climatico e dall’inquinamento dell’aria che metterete in campo?
Governare non significa continuare a spiegare quanto fossero sbagliate le scelte di chi c’era prima e attendere che qualche miracolo piova dal cielo, ma realizzare una idea alternativa. Oggi questa idea non si vede e la città è ferma. O, peggio ancora, vedendo la strage di alberature in città, il raddoppio di via Alberti e il progetto di recupero in variante di Cascina Vallo con nuove residenze e autorimesse, viene da temere che una idea ci sia, ma è quella di una città senza ambizioni, in cui verde, salute e tutela del territorio contano sempre meno.

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