Costruire la speranza
Intervento di Edoardo Pivanti a Montepulciano.
Un anno fa eravamo qui per “Costruire l’alternativa”. Oggi torniamo con un titolo ancora più ambizioso: “Pronti per l’alternativa”. Io vorrei aggiungere una parola: pronti per la speranza.
Perché l’alternativa non significa soltanto vincere le elezioni. Significa dare alle persone una ragione per credere che il futuro possa essere migliore. Viviamo in una società sempre più individuale, in cui i diritti rischiano di diventare individuali e non più collettivi, e le conquiste di tanti anni appaiono sempre più fragili. Dobbiamo ricostruire legami e rimettere al centro ciò che ci unisce.
Voglio salutare il senatore Franco Mirabelli e ringraziarlo per le battaglie che porta avanti sui diritti, sulla dignità e sulla libertà delle persone.
Le violenze viste nei giorni scorsi a Milano vanno condannate senza esitazioni. Ma non lasciamo che cancellino le ragioni delle proteste giuste che attraversano il Paese: il diritto alla casa, salari dignitosi, un costo della vita più sostenibile, la possibilità di vivere e crescere nel luogo che si è scelto, senza essere costretti a partire.
Anche l’innovazione va governata: l’intelligenza artificiale e i data center devono svilupparsi con regole che mettano al centro le persone, perché i dati vengono dalle nostre vite.
A volte ci accusano di non avere un programma. Ma tutte queste battaglie che abbiamo portato avanti e che continuiamo a portare avanti sono il nostro programma. Più chiaro di così, che cosa dobbiamo aggiungere?
E non possiamo guardare al futuro senza guardare al mondo. Gaza e l’Ucraina ci chiedono un’Italia capace di tornare protagonista della diplomazia e un’Europa fedele ai valori di pace, diritti e solidarietà. L’Unione Europea è il più grande progetto di pace del dopoguerra: dobbiamo renderla più vicina alle persone e farla sentire davvero nostra.
Lo dico anche da amministratore di una federazione della provincia di Como, territorio di confine con la Svizzera. Per vincere dobbiamo parlare a tutto il Paese e conquistare anche la Lombardia. La destra la racconta come locomotiva d’Europa, ma nella vita quotidiana vediamo servizi in difficoltà, trasporti che non funzionano e una sanità che va verso una crescente privatizzazione. Alle persone si finisce per dire: “Se vuoi curarti, paga”.
La Lombardia è fatta di territori diversi: province pedemontane, metropolitane e agricole. Per questo la Segreteria regionale del PD Lombardia, insieme alla segretaria Silvia Roggiani, sta promuovendo conferenze programmatiche in tutti i territori e in tutte le federazioni. E in Consiglio regionale abbiamo portato avanti, con il capogruppo Pierfrancesco Majorino, la battaglia sul Piano regionale della mobilità e dei trasporti.
Ringrazio la segretaria della Federazione, Carla Gaiani, e la nostra capogruppo alla Camera, Chiara Braga, per il lavoro e le battaglie che portano avanti.
A chi in questo partito crede da sempre, a chi è arrivato da poco, a chi si impegna ogni giorno nei territori, dico: dobbiamo essere testardamente unitari, come ci ricorda Elly Schlein, e avere il coraggio di organizzare la speranza.
Ci hanno accusato di esserci allontanati dalle persone. Io sono convinto che con le persone ci siamo sempre stati e che insieme possiamo ritrovarci. Essere pronti per l’alternativa significa rimettere al centro l’essere umano.
Siamo pronti per la speranza, per l’alternativa e per un futuro in cui nessuno venga lasciato indietro.
