Io candidato a sindaco di Milano? Ci sto pensando
Articolo del Corriere.
Aspettano che Mario Calabresi finisca di cenare. Tra le portate, panino con la salamella e patatine, in pieno stile Festa dell’Unità. Poi lo fermano, poco prima che raggiunga il tavolo del dibattito. L’argomento della serata è la geopolitica. Ma a Vizzolo Predabissi, un paesino di 700 abitanti, l’interesse è per quello che succede a 17 chilometri di distanza, a Milano.
«Calabresi, lei sta pensando seriamente di candidarsi a sindaco?», chiede un’anziana militante del Pd. «Ci sto pensando», risponde il giornalista. «Ma seriamente o no?», incalza la vicina di posto.
A quel punto si capisce che le tante risposte private date in questi mesi non bastano più. E serenamente dice: «Alla tanta gente che me lo chiede per strada, io rispondo che “sì, io ci penso”. Ci sto pensando e mi piacerebbe fare la mia parte per Milano. Detto questo c’è un percorso che non è delineato, sul come ci si arriverà, se ci saranno o meno le primarie e tutto questo lo capiremo dopo l’estate».
Mario Calabresi, rimasto finora sottotraccia, esce dunque allo scoperto. Mette le cose in chiaro, sgomberando così dal campo ogni dubbio che nelle scorse settimane si è insinuato nella coalizione di centrosinistra e non. A settembre lo scenario sarà più chiaro, quando sarà disegnato il percorso, che potrebbe portare a scegliere le modalità per la scelta del candidato: primarie o no?
Lo ribadisce anche Calabresi: «Io sono in rispettosa attesa di capire cosa verrà deciso, che tipo di percorso verrà deciso e se ci sarà la possibilità». Per ora hanno annunciato la loro disponibilità a correre per le primarie la vicesindaca Anna Scavuzzo, l’assessore al Bilancio Emmanuel Conte, l’attivista di politiche urbane Tommaso Goisis, l’assessore del Municipio 1 Lorenzo Pacini e la ricercatrice Carlotta Cossutta. Interessati il capogruppo del Pd al Pirellone Pierfrancesco Majorino e l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi.
Insomma, un sovraffollamento di nomi in cui si aggiunge anche il giornalista, ex direttore de La Stampa e la Repubblica, e oggi direttore editoriale di Chora Media: un profilo riformista, che potrebbe attrarre l’area centrista. Ma ancora è tutto indefinito. Si vedrà dopo l’estate.
Intanto, Calabresi c’è. E lo dice apertamente anche alla fine del dibattito, davanti a un pubblico di una cinquantina di persone: «Mi piacerebbe impegnarmi per Milano. Vorrei fare la mia parte», sottolineando così «la rispettosa attesa» verso le scelte della coalizione. Ma la sua precisazione viene sovrastata dagli applausi.
