Interrogazione sulla scuola primaria Corridoni di Como
Interrogazione presentata da Chiara Braga.
Un’interrogazione al ministro dell’Istruzione e del Merito Valditara per dare seguito alle dichiarazioni da lui stesso pronunciate sulla vicenda della scuola primaria Corridoni di Como e passare così dalle parole ai fatti.
Ho chiesto al ministro Valditara di intervenire affinché siano concretamente verificate le condizioni per il proseguimento della consolidata attività scolastica della scuola di via Sinigaglia, incomprensibilmente destinata dal Comune di Como alla demolizione per fare posto a un autosilo, nell’ambito del progetto di riqualificazione dello Stadio Sinigaglia presentato dal Como 1907.
A pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, con l’imminente pronunciamento del Consiglio di Stato sulla riapertura della Corridoni, non possiamo accettare che circa 200 bambini vengano trasferiti e sballottati da un plesso all’altro senza che sia stato definito il destino dell’attuale istituto di via Sinigaglia e senza che, nel frattempo, siano state preventivamente chiarite tutte le condizioni di sicurezza, idoneità e piena funzionalità degli spazi individuati come sedi alternative.
Lo stesso ministro Valditara, dopo le “rilevanti criticità” evidenziate sia dall’Ufficio scolastico regionale che da quello provinciale, ha definito la situazione comasca “oggettivamente anomala e inaccettabile”.
Nonostante queste gravi incognite, il Comune di Como ha avviato in fretta e furia lo sgombero degli spazi del terzo piano della scuola Venini di via Fiume, destinati ad accogliere gran parte degli alunni della Corridoni.
È una situazione che richiede prudenza e responsabilità. Per questo ho chiesto al ministro Valditara di assumere ogni iniziativa utile per garantire agli alunni condizioni adeguate di sicurezza, idoneità e continuità educativa: elementi che già sussistono oggi nell’edificio di via Sinigaglia, fatta oggetto di un irresponsabile piano di riorganizzazione da parte del Comune di Como; condizioni che invece non sarebbero garantite nella Venini, come confermato espressamente dagli Uffici scolastici territoriali.
Prima di demolire una scuola pienamente funzionante e trasferire 200 bambini, serve una scelta ponderata nell’interesse degli studenti e della comunità scolastica comasca, non dettata da ulteriori e diverse logiche.
