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  • Fabio Bottero

Il diritto alla casa si costruisce con risorse, programmazione e presenza sul territorio

Intervento di Fabio Bottero alla Festa dell'Unità a Milano.

La casa è una delle grandi questioni del nostro tempo e non possiamo mai considerarci “arrivati”: i bisogni sono molti, cambiano continuamente e richiedono risposte concrete, ogni giorno.

È il messaggio che ho portato ieri alla Festa dell’Unità metropolitana, nel confronto dedicato a “Il diritto alla casa. Strategie e battaglie dall’Europa ai territori”.
A Milano come Comune-MM stiamo mettendo in campo uno sforzo importante: circa 180 milioni di euro di cantieri già attivi sul patrimonio di edilizia residenziale pubblica, 42 milioni di euro, con un orizzonte di due anni, per recuperare fino a 2.500 alloggi sfitti.
Interveniamo sugli appartamenti e sulle parti comuni, sull’efficientamento energetico, sugli ascensori e sull’abbattimento delle barriere architettoniche. Ma il lavoro sulla casa non si esaurisce nei cantieri: significa anche rafforzare la socialità nei quartieri, costruire relazioni tra gli abitanti, accompagnare le persone e rendere i complessi ERP luoghi più vivi, inclusivi e connessi al territorio.
Un lavoro che richiede risorse consistenti, continuità e una programmazione stabile.
Dal Piano Casa nazionale ci aspettiamo quindi risorse aggiuntive che consentano di rafforzare e accelerare ciò che abbiamo già avviato.
E c’è un altro punto essenziale: la questione abitativa non si ferma ai confini amministrativi di Milano. Casa e mobilità devono essere pensate almeno su scala metropolitana, costruendo un coordinamento sempre più forte tra Comuni, Regione, operatori, organizzazioni del terzo settore e sindacati degli inquilini.
Il diritto alla casa si difende così: con meno annunci e più capacità di trasformare risorse e progetti in abitazioni, comunità, servizi e qualità della vita.

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