Guerre, profitto, soprusi: il mondo minacciato dagli abissi di morte
Il Papa alla Messa pasquale - Articolo di Avvenire.
Il sole di primavera illumina e riscalda piazza San Pietro. Prima Messa di Pasqua per Leone XIV davanti a migliaia di pellegrini di tutto il mondo arrivati a Roma per celebrare assieme al Papa la solennità della Risurrezione. «La creazione intera - dice all’inizio dell’omelia, quasi prendendo a prestito la limpidezza del cielo domenicale - risplende oggi di nuova luce, dalla terra si leva un canto di lode, esulta di gioia il nostro cuore: Cristo è risorto dalla morte e, con Lui, anche noi risorgiamo a vita nuova».
Eppure, prosegue il Pontefice, il mondo tocca con mano «gli abissi della morte da cui ci sentiamo minacciati e a volte sopraffatti». E «la morte è sempre in agguato. La vediamo presente nelle ingiustizie, negli egoismi di parte, nell’oppressione dei poveri, nella scarsa attenzione verso i più fragili. La vediamo nella violenza, nelle ferite del mondo, nel grido di dolore che si leva da ogni parte per i soprusi che schiacciano i più deboli, per l’idolatria del profitto che saccheggia le risorse della terra, per la violenza della guerra che uccide e distrugge». Mali sociali che Leone XIV denuncia e che si affiancano alle zavorre personali: le «delusioni o le solitudini che sperimentiamo prosciugano le nostre speranze»; «le preoccupazioni o i risentimenti soffocano la gioia di vivere; la «tristezza o stanchezza, quando ci sentiamo traditi o rifiutati»; la «nostra debolezza, la sofferenza, la fatica di ogni giorno».
Mai, però, cedere alla rassegnazione. Perché il sepolcro vuoto racconta una «speranza che non viene meno», ricorda il Papa. E, «attraverso fessure di risurrezione che si fanno spazio nelle oscurità», il Signore consegna il nostro cuore alla speranza che ci sostiene: il potere della morte non è il destino ultimo della nostra vita». Leone XIV cita papa Francesco che nella sua prima esortazione apostolica, “Evangelii gaudium”, definiva la Risurrezione «non una cosa del passato» perché «contiene una forza di vita che ha penetrato il mondo». Ed è lo stesso Cristo risorto a ricordare all’uomo di oggi che una «nuova creazione è possibile ogni giorno e che «una vita nuova, più forte della morte, adesso sta spuntando per l’umanità», sottolinea Leone XIV. Da qui il richiamo a portare il Risorto «per le strade del mondo» annunciando «a tutti, con la nostra vita, la gioia della risurrezione, perché dovunque aleggia ancora lo spettro della morte possa splendere la luce della vita». E l’invito finale: «Cristo, nostra Pasqua, doni la sua pace al mondo intero».
Il sagrato di piazza San Pietro è ornato da migliaia di fiori e piante arrivate dall’Olanda: 65mila bulbi di tulipani, narcisi e giacinti; 220 viole bianche e arancioni; 7.800 fiori; 80 azalee; 600 rami di amenti, salice ed eucalipto. Decorazioni realizzate grazie ai fioristi e maestranze dei Paesi Bassi su iniziativa della Conferenza episcopale olandese. La celebrazione si apre con il rito del “Resurrexit”. I diaconi aprono gli sportelli dell’icona del Santissimo Salvatore e, dopo l’annuncio della Risurrezione, il Papa asperge l’assemblea con l’acqua benedetta che richiama il Battesimo.
A Leone XIV giunge il messaggio del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Pasqua «a nome del popolo italiano e mio personale». Nel testo il capo dello Stato spiega: «Nella giornata in cui la Chiesa cattolica celebra in Italia e in ogni luogo la gioia della risurrezione e il trionfo della vita sulla morte, auspico che questi sentimenti, specialmente in tempi così complessi e inquieti, rasserenino e sollecitino tutti - governanti, donne e uomini di buona volontà - a recuperare al più presto le ragioni del dialogo, della moderazione e della convivenza pacifica e giusta tra le genti. Ci è di conforto la speranza che la Santa Pasqua rechi ovunque un messaggio che scuota dalla rassegnazione ed esorti all'azione concreta affinché l'umanità sia risvegliata da quella che Vostra Santità ha definito la “globalizzazione dell'impotenza”».
Gli auguri di Mattarella al Papa - Articolo della Stampa.
«Condividendone l'urgenza, mi unisco ai Suoi costanti appelli a favore della pace, della giustizia e del bene comune. Sono i medesimi valori posti a fondamento della Repubblica italiana», scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, in un messaggio di auguri per la Pasqua, inviato a Papa Leone XIV.
«La lieta celebrazione odierna mi offre parimenti l'opportunità di ringraziare la Santità Vostra per le recenti visite pastorali compiute nella Diocesi di Roma e per le numerose visite in Italia che Ella si accinge a compiere. - si legge ancora -. Ciascuna di queste occasioni rappresenta un segno tangibile della vicinanza del Soglio di Pietro al nostro Paese, che accogliamo e ricambiamo con profondo affetto. In questo spirito, Le auguro, Padre Santo, una buona e Santa Pasqua, rinnovandoLe i migliori auspici di benessere personale».
