Andiamo a battere le destre e a cambiare il Paese
Intervento di Elly Schlein in Assemblea Nazionale PD (video).
Un lungo applauso segue l’inno di Mameli, in apertura dell’Assemblea nazionale del Partito democratico, alla Nuiovola di Roma. A precedere la relazione della Segretaria Elly Schlein, la testimonianza, e le richieste degli agricoltori del Gargano, degli autotrasportatori e degli studenti. “In questi giorni stanno manifestando in tutta Italia, spesso oscurati dalle tv. Tra caro vita, crisi economica e inflazione fanno fatica a arrivare a fine mese”, ha detto il Presidente del Pd, Stefano Bonaccini, annunciando il loro intervento.
La platea in piedi accoglie con un altro e più caloroso applauso la segretaria Schlein. “Questa assemblea arriva in un passaggio particolarmente importante”, sottolinea Schlein. “Ci separa dalle elezioni l’ultimo miglio di un cammino che abbiamo affrontato in questi anni. Alle prossime elezioni politiche non è solo in gioco il futuro del Paese ma dell’Unione europea”.
“Siamo alla Nuvola dove il percorso è iniziato il 12 marzo del 2023. E’ un tempo breve ma un’altra epoca. Ci eravamo dati due obiettivi, unità del Pd e unità dell’alleanza progressista. Due obiettivi riassunti nella scritta che sta alle mie spalle: unità del Partito democratico e unità dell’alleanza progressista. E con emozione possiamo dire con forza che questi obiettivi li abbiamo raggiunti entrambi, e li abbiamo raggiunti insieme. Testardamente unitari e uniti per cambiare l’Italia”.
“Abbiamo ascoltato adesso le parole di Michele, di Matteo, di Sophie, che ringrazio davvero per essere venuti a portarci la loro testimonianza”. Schlein cita gli interventi dei rappresentanti delle proteste che hanno aperto l’assemblea nazionale del Pd. “Era giusto oggi – ha rivendicato – iniziare prestando ascolto a chi protesta perché non ce la fa più, questa è una trasmissione che su TeleMeloni non vedrete di certo, perché stanno censurando le proteste di un Sud che si sta bloccando, di studenti che non riescono più a pagare un affitto. E ci sembrava giusto quindi ascoltarli noi farli ascoltare da qui”.
“Non c’entriamo niente con i delinquenti” visti nelle manifestazioni di questi giorni, puntualizza Schlein, “li abbiamo sempre condannati, ma non possono usare i violenti per coprire la voce di migliaia di persone che pacificamente stanno protestando in tutta Italia perché non riescono più a vivere”.
“Quelle che riempiono le piazze in queste settimane sono domande vere, diverse ma vere: hanno un tratto comune, chiedono alla politica di assumersi la responsabilità di scelte concrete, capaci di dare risposte a chi studia, a chi lavora e a chi produce. Il Governo – ha aggiunto la leader democratica – sta ignorando queste voci. Hanno avuto una maggioranza larghissima, si vantano di essere stati il governo più longevo: il più longevo e il più inconcludente. Che occasione storica ha sprecato Giorgia Meloni, che con quei numeri in Parlamento poteva fare tutto, poteva fare riforme coraggiose e non è riuscita a farne una che cambiasse in meglio, in concreto la vita degli italiani, che oggi sono in piazza più poveri e più incazzati di ieri e vanno ascoltati, non criminalizzati”.
“È arrivato anche un appello al Governo da parte dei sindaci perché anticipi la convocazione di queste categorie, che è arrivata, se non sbaglio, per il 27 o il 28, cioè tra undici giorni. Ma davvero dobbiamo aspettare il congresso della Lega per dare ascolto a pescatori, autotrasportatori e agricoltori? Praticamente a Meloni, nel palazzo, sono andati a dire ‘Presidente guardi che il Sud non ha benzina’ e lei risponde ‘dategli l’autonomia differenziata’. A questo siamo arrivati. Questo è il governo che ha fatto le scelte più antimeridionalista della storia repubblicana”.
Sono gli articoli della Costituzione la bussola che orienta le proposte del Partito democratico: salute, scuola, lavoro, casa, pace, diritti universali.
“Il diritto universale è per tutti e per tutte e non dipende dal portafogli come qualcuno a destra vorrebbe. Serve rifinanziare la sanità pubblica”, evidenzia Schlein. “Abbiamo presentato una proposta di legge per portare la spesa sanitaria alla media europea del 7%. Se vincono loro” del centrodestra “portano la spesa militare al 5% del pil” ma “se vinciamo noi dobbiamo impegnarci a portarla al 7%, insieme a tutta l’alleanza progressista”.
“Ci serve un’Italia che ricominci a credere e a investire nella scuola pubblica come primo luogo di emancipazione sociale. Un ascensore sociale che dobbiamo riuscire a fare ripartire perché è rotto e dentro si soffoca. La scuola è aperta a tutti, lo dice l’articolo 34 della nostra Costituzione. Lo dico perché Meloni ha detto che non capisce cosa vuol dire lo striscione appeso da ragazzi e bambini che dice ‘Qui nessuno è straniero’, glielo voglio spiegare io. Vuol dire che noi nelle classi non vediamo italiani e stranieri ma bambine e bambini”.
“Va resa obbligatoria l’educazione alle differenze, all’affettività e il rispetto in tutti i cicli scolastici per prevenire il bullismo, le violenze, la violenza di genere, anziché aspettare che sia troppo tardi. E serve anche una legge sul consenso in questo Paese, come quella su cui c’eravamo accordate, presidente Meloni, e che avete fatto sparire dopo averla votata all’unanimità: una legge che dica che senza consenso è sempre violenza, è sempre stupro”.
“L’articolo 1 dice che la Repubblica è fondata sul lavoro, non sul lavoro povero. Non sul lavoro precario, non sulla cassa integrazione, ma sul lavoro dignitoso. Ma non può nemmeno essere fondata sul lavoro nero. Nel 2024 il 30% della nuova occupazione che si è creata era lavoro irregolare. Non può essere fondata sul lavoro nero questa Repubblica ma deve essere fondata sul contrasto al lavoro nero, allo sfruttamento che non solo schiaccia i diritti dei lavoratori ma pone concorrenza sleale agli imprenditori onesti”.
“Sui dati dell’occupazione la Meloni fa propaganda, bisogna guardare dentro i dati. L’occupazione cresce per gli over 50 e diminuisce per i giovani, questo non è un Paese per giovani”. Ma se “questo non è ancora un paese per giovani”,continua la segretaria del Pd, “deve diventarlo e dobbiamo farlo diventare tale. In quattro anni sapete che i salari hanno perso nove punti, mentre il carrello della spesa aumentava del 30% quindi con lo stesso stipendio di prima non paghi la stessa spesa di prima. Sono andati virali in questi giorni sui social le foto degli scontrini a raffronto tra 2016 e 2026 per vedere la differenza”.
Il Partito democratico propone di “cancellare il subappalto a cascata che Salvini e Meloni hanno infilato nel codice degli appalti” è per il Pd un impegnoo irrinunciabile. “Perché sappiamo tutti – ha spiegato – che in fondo a quella catena di appalti è meno sicuro il lavoratore, è più ricattabile ed è più facile infiltrarsi per le mafie. E per noi il contrasto alle mafie, alla criminalità organizzata alla corruzione, è identitario. E vi chiedo in tutto il paese di alzare gli anticorpi di contrasto all’illegalità e gli interessi sbagliati”.
“Quello che è successo in questi giorni merita una battuta perché il governo Meloni è in chiara difficoltà, visto che l’Italia le sta presentando il conto dei risultati pessimi di questi anni dal punto di vista economico-sociale. In questi giorni si è tanto prodigata a vendere come una vittoria quella che è stata una bacchettata da parte della Commissione europea, cioè oggi si ritrova a fare ciò che noi chiedevamo da aprile, cioè il tetto al prezzo del gas come era stato fatto in Spagna. Allora siccome Meloni recentemente mi ha attaccato perché ha detto che avevo impiegato troppi giorni a rispondere ai suoi attacchi. Beh se avesse lei risposto alla nostra proposta sei mesi fa non sarebbe stato un salasso sulle famiglie e le imprese italiane oggi. Poteva rispondere allora”.
“Hanno fatto propaganda sulla sicurezza, ma i reati sono aumentati. Tutte chiacchiere, i risultati non si sono visti”. Nella sua relazione, la segretaria dem attacca l’operato del governo su un terreno che non può essere sottovalutato. “La legalità è fondamentale. La destra è stata iper-garantista con i suoi e iper-giustizialista con tutti gli altri”, ha aggiunto.
“La sicurezza dal nostro punto di vista ha due gambe fondamentali: repressione e prevenzione. Sulla repressione hanno lasciato le carenze di organico che ci sono in tutto il Paese. Sulla prevenzione hanno tagliato i fondi ai Comuni per la rigenerazione urbana. La sicurezza si fa anche portando luce in un quartiere dove manca, lavorando con il terzo settore: dobbiamo rafforzare i presidi delle forze dell’ordine, ma al contempo rafforzare accanto i presidi sociali educativi, culturali. Perché la repressione senza prevenzione non porta risultati. Non serve che metti il metal detector davanti alla scuola se non ci metti lo psicologo dentro e i libri all’uscita di quella scuola. Protezione e prevenzione devono stare insieme come ci insegnano i nostri sindaci ogni giorno negli sforzi enormi che fanno, mettendo in premessa una cosa: garantire l’ordine pubblico è una responsabilità del governo nazionale. La piantassero di scaricare le proprie responsabilità su amministratori e amministratrici di questo paese”.
“Immaginate un’Italia in cui poi non succeda più quello che è successo in questi giorni a Christian e a Lucca, due ragazzi di Cesenatico che il compleanno hanno pubblicato la foto di un bacio e sono stati ricoperti di insulti e di odio. Diamo a loro la nostra solidarietà piena. La foto l’ha fatta la nonna di Luca che ha detto che l’amore vince su tutto. Vogliono costringersi alla vergogna e al silenzio, ma chi si deve vergognare sono gli omofobi. Perché l’unica cosa è naturale è il loro odio. E per questo noi porteremo avanti una legge contro l’odio come quella che la destra ingiustamente ha affossato qualche anno fa, portandoci lontano dal resto d’Europa. E per questo per noi i diritti sociali e civili stanno insieme sono inscindibili”.
La segretaria dem però va oltre, e assicura: “Riconosceremo i diritti delle coppie omogenitoriali, approveremo il matrimonio egualitario approveremo finalmente una legge sul fine vita che è semplicemente quello che dice la Corte costituzionale e lo faremo grazie anche alla battaglia di Franco Mirabelli”.
“C’è un articolo della Costituzione che è la premessa di tutto il resto ed è l’articolo 11: l’Italia ripudia la guerra. Noi – ha ribadito Schlein – ripudiamo la guerra e vogliamo lavorare per costruire seriamente percorsi di pace per gli ucraini, per i palestinesi e anche per gli iraniani, anche quelli che lottano per la libertà contro il brutale regime teocratico di Teheran”.
“Continuiamo a sostenere il popolo ucraino che ha subito l’aggressione e al contempo chiediamo all’Unione europa uno sforzo diplomatico e politico per negoziare una pace giusta che non è una resa. L’Ue deve trovare un unico negoziatore europeo, altrimenti lasceremo spazio a queste ambigue telefonate tra Trump e Putin. Gli interessi di sicurezza europea e gli ucraini deve essere una sola voce europea a difenderli. Su questo bisogna fare molto di più e alzare la voce. Accanto al sostegno che stiamo dando bisogna lavorare per la pace e uno sforzo diplomatico”.
“Non ci potrà essere una vera pace finché non ci sarà un pieno riconoscimento di uno Stato di Palestina accanto a quello di Israele e sanzioni per i crimini del governo Netanyahu che purtroppo vanno avanti. È una vergogna che il governo italiano non abbia preso parte a un’iniziativa che è partita dalla Francia, dal Gran Bretagna e anche dal Canada, che, per dare un segnale concreto rispetto al fatto che a Gaza si continua a morire sotto le armi e anche per la mancanza di aiuti, hanno detto stop al commercio dei prodotti che vengono dalle colonie illegali in Cisgiordania. La stessa cosa che con una legge unitaria abbiamo proposto in Italia. E loro hanno detto che no, che queste cose si devono decidere a livello europeo, solo che sono gli stessi che bloccano la sospensione dell’accordo di associazione Ue-Israele con il veto del governo italiano. Siate conseguenti, allora, togliete quel veto”.
“La difesa comune non è la corsa al riarmo di 27 singoli Stati con 27 eserciti che rimangono scoordinati. Su questo noi ci siamo e opponiamo invece l’idea di una vera difesa comune europea che dobbiamo riuscire a costruire, rilanciare l’Unione fa la forza anche perché altrimenti si rischia semplicemente di comprare più armi da Trump e essere più dipendenti, non meno dipendenti”.
“Sono preoccupata come voi da quello che accade intorno a noi: seguiamo con grande attenzione ciò che succederà la settimana prossima in Brasile e mandiamo il nostro sostegno al presidente Lula, perché il gioco c’è la democrazia, ha ricordato Schlein, affiancando all’endorsemenet al presidente brasiliano, il sostegno al premier spagnolo. “Pedro Sanchez non sei solo, c’è un motivo se ti stanno” gettando “addosso di tutto: hai dimostrato che la ricetta progressista funziona per la gente, a differenza della loro, con una crescita tre volte quella dell’Italia”, ha detto la segretaria dem.
“La novità siamo noi, è un’alleanza progressista competitiva e unita che li batterà alle prossime elezioni. Hanno cambiato la legge elettorale perché hanno paura di perdere. Ma vi do una notizia: vinceremo anche con questa. Prendete atto del vostro fallimento, smettete di galleggiare prima si va a votare meglio è per l’Italia”. Su programma e premiership, Schlein ribadisce la necessità di stilare prima il programma condiviso. Se ci saranno le primarie, il partito non si tirerà certo indietro. “Ora manca un miglio, noi siamo pronti anche da subito a sederci con le altre forze progressiste per ultimare un programma comune. Anche questa settimana abbiamo scritto una risoluzione con 21 punti di politica economica e sociale condivisa. Ma bisogna essere tutti, non da soli, serve tutta l’alleanza progressista che governa nelle regioni. Bisogna allargare, non restringere”.
“Ho il piacere di annunciarvi che il 27 e il 28 novembre si terrà per la seconda volta la più grande assemblea del partito democratico dedicata interamente ai nostri sindaci ai nostri amministratori e ai nostri amministratrici. C’è un motivo se esprimiamo la maggioranza dei sindaci in Italia perché siamo bravi a governare. Perché esprimiamo una classe dirigente diffusa da nord a sud alle isole e ci candidiamo insieme, ci candidiamo insieme a contribuire anche al programma dell’alleanza progressista e soprattutto ci candidiamo insieme con questo spirito a governare il paese”.
Sono pronta a essere candidata alla Presidenza del Consiglio, con o senza primarie
“Sono onorata e orgogliosa di poter guidare questa straordinaria comunità che non ha pari in Italia e di guidarla come candidata alla presidenza del Consiglio con o senza le primarie”, ha precisato Schlein, mentre la platea in piedi le tributava l’ennesimo, lungo applauso.
La candidatura è “insieme a questo straordinario gruppo dirigente – ha aggiunto – in maniera diffusa, in maniera plurale, per cambiare anche l’idea di leadership in questo Paese a cui un’altra donna non ha deciso di contribuire in meglio”. “Abbiamo la responsabilità di poter vincere le prossime elezioni. Lo voglio fare con voi, con coraggio, con determinazione, con l’orgoglio di chi sa che quando siamo uniti possiamo cambiare il destino del nostro Paese”, ha adetto ancora.
